22 luglio 2019
Aggiornato 03:00
Cronaca

Sequestrati 1,5 milioni di giocattoli «contraffatti e pericolosi»: erano destinati ai bambini

L’operazione, partita da un controllo in un negozio cinese di Porta Palazzo, ha permesso di bloccare la vendita di questi oggetti pericolosi per i bambini

TORINO - Chissà cosa sarebbe successo se tutto quel materiale fosse arrivato nelle mani dei nostri bambini. La Guardia di Finanza di Torino, in una maxi operazione condotta in Piemonte e Lombardia, ha sequestrato un numero elevatissimo di giocattoli e materiale elettrico pericolosi e contraffatti: si parla di oltre 1,5 milioni di pi prodotti potenzialmente dannosi per la salute.

L'indagine partita da Porta Palazzo
L’indagine è partita da un controllo in un negozio cinese situato in via Priocca, nel cuore di Porta Palazzo, già noto per episodi analoghi. I Baschi Verdi hanno sequestrato oltre 80.000 articoli contraffatti e pericolosi, messi in commercio dal negoziante con false certificazioni di conformità. Sfruttando l’esperienza e le competenze maturate nel corso del tempo, i finanzieri hanno poi trovato un altro maxi capannone a Milano, nella Chinatown lombarda, pieno di prodotti simili. Nel corso delle perquisizioni nei negozi milanesi, gli inquirenti hanno sequestrato oltre 1.500.000 prodotti tra giocattoli, piastre per capelli, luci notturne per bambini, colle per le scuole e altro materiale ad uso domestico.

Cosa rischiano i due imprenditori
I due imprenditori, oltre alle sanzioni amministrative del caso, rischiano una pena fino a quattro anni di carcere. Certo, la normativa del settore può sembrare molto rigida ma è in gioco la nostra salute e la sicurezza dei nostri bambini; inoltre, è bene ricordare che rispettare tutte le norme si traduce sempre in un costo per l’imprenditore onesto quindi chi viola le regole mette a rischio la salute dei consumatori e crea un danno concreto agli operatori corretti. L’operazione rientra nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e finalizzate a preservare il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea, anche perché il consumatore ha sempre il diritto di sapere come sta spendendo i suoi soldi.