15 settembre 2019
Aggiornato 11:30
Cronaca

Nell'era dell'iPad e dei social network, il Monopoli torna di moda in tutta Italia

Nato da un'idea livornese nel 2005, importato con successo l'anno scorso a Torino, ora il Monopoli in versione locale si espande a Roma e Pesaro

TORINO - Come spesso accade un'idea vincente nasce con leggerezza, quasi per gioco. Così è successo per "Torinopoli", il gioco da tavolo che, partendo dal celebre Monopoli, si proclama come inno alla "torinesità». Una serata tra amici, magari qualche Bicerin di troppo, ed ecco l'idea: perchè non ideare un Monopoli ambientato a Torino, con le sue strade, le piazze, i personaggi famosi e i modi di dire, in dialetto ovviamente? 

Torinopoli
Lo scorso natale ha fatto capolino sotto l'albero di molti la versione sabauda del celebre gioco da tavolo. A seguito di una richiesta incredibilmente alta (circa 3000 scatole vendute in tempi brevissimi) il gruppo di amici, ora trasformatosi in una florente società guidata da Mario Santagati, ha avviato la produzione della seconda edizione del gioco. Ad oggi (in circa un mese) sono stati raccolti già 40 mila euro da investire. Tutto ha avuto inizio grazie alla formula del finanziamento collettivo, attraverso la quale, a fronte di una richiesta di 5 mila euro, ne sono stati raccolti ben 20 mila.

Romanopoli e Pesaropoli
Dato il successo Torinese, i ragazzi di Santagati hanno lanciato una sfida dai microfoni di Radio Deejay, invitando anche altre città italiane e cimentarsi nel creare la propria versione del gioco. La risposta non tarda ad arrivare: Romanopoli è già in fase di finanziamento sulla piattaforma crowdfunding "Produzioni dal basso" e, a breve, sarà disponibile anche la versione pesarese del gioco. Il propagarsi a macchia d'olio dell'idea può essere letto come un desiderio ritrovato da parte dei consumatori per le cose semplici: ritrovarsi con gli amici più cari intorno ad un gioco da tavolo è infatti forse il più semplice degli intrattenimenti. E cosa dire poi se il tutto viene condito con il tuo dialetto, con i nomi delle strade della tua infanzia? Il risultato è strepitoso. Pare perciò che anche Bologna e Palermo seguiranno lo spunto dei collegni romani e marchigiani. Cosa aspettano dunque Venezia, Firenze e Udine?