12 dicembre 2018
Aggiornato 20:30

Scabbia all’ospedale Martini, la direttrice sanitaria del presidio spiega la situazione

Al momento sarebbero quattro le persone contagiate: due medici, un infermiere e un operatore socio sanitario del pronto soccorso, ma il rischio è che ce ne siano altre
Allarme scabbia all'ospedale Martini
Allarme scabbia all'ospedale Martini ()

TORINO - In poche ore l’allarme scabbia all’ospedale Martini ha fatto il giro della città e non solo. E così sono stati i dirigenti del presidio ospedaliero a raccontare qualche dettaglio in più. La paziente a cui è stata diagnosticata la malattia della pelle era arrivata al pronto soccorso nella terza settimana del mese di gennaio: aveva da subito lamentato un problema a livello respiratorio e nulla che facesse pensare alla scabbia. Quando però è stata ricoverata nel reparto di medicina generale è arrivato il responso ed era il 31 gennaio: «Signora, lei ha la scabbia».

La scabbia all’ospedale Martini
Cos’è la scabbia? A spiegarlo è la direttrice del presidio sanitario, Elisabetta Sardi: «La scabbia è un’infestazione contagiosa della pelle causata da un acaro che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito provocando prurito. La malattia», continua, «si trasmette per contatto manipolando oggetti ma più spesso è provocata dal contattto pelle-pelle». Al momento sarebbero quattro le persone contagiate: due medici, un infermiere e un operatore socio sanitario del pronto soccorso, ma il rischio è che ce ne siano altre. Per questo su diversi dipendenti che potrebbero essere entrati in contatto con la paziente è stata fatta la profilassi e un controllo dermatologico.

Sintomi tra i degenti
Se per il personale medico c’è sorveglianza continua perché diversi potrebbero essere entrati in contatto con la paziente, non ci sarebbero invece problemi per gli altri degenti. «Nei casi in cui è stata fatta la  diagnosi di sospetta scabiasi», spiega Sardi, «sono stati prescritti i trattamenti del caso con allontanamento del personale dai reparti, negli altri casi è stata consigliata la profilassi. A tutt'oggi il personale è sottoposto a sorveglianza continua. Per quanto riguarda, invece, i degenti non sono stati riscontarti altri casi di scabbia».