17 dicembre 2018
Aggiornato 13:30

Direttrice scolastica posta un'offerta di lavoro su Facebook, piovono risposte da tutta Italia

La preside dell'Istituto Racconigi di Torino usa i social per cercare un'insegnante di sostegno. Si riaccendono le polemiche sull'organizzazione del mondo dell'insegnamento in Piemonte e in tutta Italia.
La preside dell'Istituto Racconigi di Torino usa i social per cercare un'insegnante di sostegno
La preside dell'Istituto Racconigi di Torino usa i social per cercare un'insegnante di sostegno ()

TORINO - Non riusciva a trovare un'insegnante di sostegno e, dopo essere passata attraverso gli iter tradizionali, ha deciso di sfruttare il potere sempre maggiore dei social network postando l'offerta su Facebook. Questa l'idea della  direttrice scolastica dell'istituto comprensivo Racconigi, Maria Teresa Furci. L'appello, moderno e disperato al contempo, mirava a trovare un'insegnante a cui affidare un ruolo di sostegno da qui alla fine dell'anno. Pare incredibile che di questi tempi, dove il tema della ricerca del lavoro è sulla bocca di tutti, una direttrice scolastica debba ricorrere a Facebook per cercare personale. Di fatto, le risposte sono state numerose e provenivano da tutta Italia. Sebbene non tutti i candidati fossero idonei a ricoprire il ruolo proposto, molti sono stati indirizzati alla segreteria per essere selezionati.

La ricerca del lavoro ai tempi dei social
La Furci non è nuova all'uso dello strumento social. Già all'inizio dell'anno si era servita di Facebook per la ricerca di sei insegnanti da inserire nel suo corpo docenti. In quella occasione però si era rivolta a un bacino ridotto di utenti, postando l'annuncio solo in gruppi privati. Questa volta invece il pubblico era più ampio: la home page di Facebook. «Hanno scritto padri per le figlie, mariti per le mogli, figlie per le madri» spiega la direttrice «e persino diplomati di vent’anni fa. Emerge dai messaggi che, forse, per il sostegno qualcosa dovrebbe cambiare: ci sono tante persone che hanno lunga esperienza accumulata con i ragazzi disabili in comunità e che potrebbero essere una risorsa. Per noi il problema centrale è garantire i diritti dei bambini e se non hai personale, questo non è possibile».  
 
«La supplentite»
Il post è stato immediatamente condiviso da Teresa Olivieri, segretaria della Cisl Scuola Torino, la quale vuole indagare le ragioni per cui oggi un direttore scolastico incontri tali difficoltà per trovare personale qualificato. L'Olivieri individua immediatamente nella "supplentite" il problema primario. Tale malattia in Piemonte non accenna a diminuire, al contrario, appare in aumento. Secondo l'Olivieri inoltre le università del territorio non curano affatto la prima formazione degli insegnanti. Aggiunge infine che i laureati in Scienze della Formazione Primaria non sono sufficienti e che in Piemonte «per il sostegno non si attivano corsi di specializzazione, mentre nelle altre regioni sì. Qui niente e magari un piccolo ateneo siciliano ne sforna cento...».  

Parola alla preside 
La direttrice Furci ripropone il problema delle graduatorie per dare ragione dello stato di cose in cui verte il mondo dell'insegnamento oggi. «Qui abbiamo le graduatorie esaurite per la primaria, le medie, per parecchie classi di concorso delle superiori e per tutto il sostegno, da anni» spiega la Furci, «ma la più grande assunzione della storia, con la legge 107 è stata fatta per svuotare le graduatorie: sono stati dati posti di cui non c’erano le materie nelle scuole». A Torino, essendo esaurite le graduatorie per la scuola primaria e per le medie, il piano delle assunzioni è stato nazionale. Questo ha fatto sì che venissero assunti docenti da tutta Italia, in particolare dal Sud, dove le graduatorie sembrano essere più ricche. «Molti giovani studiano nella speranza di diventare insegnanti» continua la preside con una punta di amarezza «forse perché non ci sono altri lavori». Ma i problemi non si esauriscono qui: a seguito delle assegnazioni provvisorie il sistema è precipitato nel caos. «I docenti arrivati dal Sud, di ruolo, sono rientrati nei luoghi d’origine su posti «per supplenti», mantenendo la titolarità qui. È umano che le famiglie vogliano ricomporsi e si sa che ad emigrare è quasi sempre l’uomo... Ed ecco che qui si sono scoperti i posti. Con il risultato che ci sono scuole hanno assunto anche studenti di Scienze della formazione primaria. Ma di qui a prendere il primo che passa, non manca molto».