12 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Fumi tossici e nocivi, al campo nomadi di via Germagnano vigili «sostituiti» dalle telecamere

Niente presidio fisso ma operazioni lunghe due ore al massimo per evitare l’esposizione all’aria inquinata degli agenti. Potenziato il servizio di video sorveglianza nei pressi del campo. Anche l’esercito abbandona il presidio permanente per spostarsi alle palazzine dell’ex Moi.
Uno dei roghi al campo nomadi di via Germagnano
Uno dei roghi al campo nomadi di via Germagnano ()

TORINO - Più telecamere e meno agenti della polizia municipale. E’ questa la soluzione adottata al campo nomadi di via Germagnano per preservare lo stato di salute del personale delle forze dell’ordine. Via il presidio fisso, dunque: gli agenti controlleranno la zona in operazioni della durata di due ore al massimo per evitare l’esposizione prolungata all’aria inquinata. Troppo alto il rischio di contaminazione in quella che ormai viene considerata una vera e propria bomba ecologica. 

Telecamere per controllare la zona
Come contrastare dunque i fenomeni d’illegalità nel campo nomadi di via Germagnano? Il lavoro del Nucleo Nomadi, sin ora, è stato egregio e ha portato diversi risultati. Impossibile però continuare in queste condizioni pericolose per la salute. Ecco perché, secondo le disposizioni del comandante della polizia municipale, Alberto Greganini, la zona verrà controllata 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 tramite un sistema di videosorveglianza: parliamo degli apparecchi piazzati in corrispondenza dell’ingresso di corso Vercelli e degli uffici Amiat. Gli agenti controlleranno a distanza i movimenti sospetti, cercando di evitare la ri-occupazione di quelle aree poste sotto sequestro grazie al lavoro svolto negli scorsi mesi. Interventi mirati dunque e soprattutto lampo.

Via anche l'esercito: e i residenti?
La domanda ora sorge spontanea: se per precauzione l’area è considerata pericolosa per gli agenti, cosa dire e soprattutto fare per i cittadini che abitano in quella zona? Pur non essendo direttamente presenti nel campo, le loro abitazioni distano pochi metri dal luogo incriminato. Come noto, ogni giorno i residenti hanno a che fare con fumi tossici, odori acri e soprattutto con la preoccupazione che l’area possa diventare presto una «terra dei fuochi piemontese». Insomma, togliere il presidio fisso degli agenti della polizia municipale è forse l’ammissione inequivocabile di quanto sia pericolosa per la salute tutta la zona del campo nomadi. Infine, oltre agli agenti del Nucleo Nomadi, anche l’Esercito Italiano ha «abbandonato» via Germagnano. Il motivo però è differente: i militari presidieranno le palazzine dell’ex Moi. I residenti, disperati, chiedono un intervento deciso e soprattutto rapido.