16 dicembre 2018
Aggiornato 14:30

Torino, il 16 febbraio per la prima volta il «falò» della Chiesa Valdese in piazza Castello

Tra una settimana, una catasta di legno sarà data alle fiamme davanti a Palazzo Madama in occasione delle «Lettere patenti», una tradizione della Chiesa Valdese. Lo ha fortemente voluto l’Amministrazione comunale.
Il falò di San Giovanni, in piazza Castello
Il falò di San Giovanni, in piazza Castello (Diario di Torino)

TORINO - Un falò in piazza Castello il 16 febbraio: non stiamo parlando ovviamente del «farò» di San Giovanni, ma di una pira che per la prima volta nella storia della nostra città verrà bruciata proprio davanti a Palazzo Madama: il falò dei valdesi. La Città di Torino ha infatti concesso il patrocinio e l’uso di piazza Castello alla Chiesa Valdese per le tradizionali celebrazioni delle «Lettere Patenti», l’editto promulgato da Carlo Alberto nel 1848 che sancì la concessione dei diritti civili e politici ai valdesi.

Giusta: "Felici di offrire lo spazio"
Ogni anno i valdesi si ritrovano per festeggiare la ritrovata libertà accendendo fuochi che illuminano le valli intorno a Pinerolo: il 16 febbraio lo faranno nel cuore di Torino, con un palco che accoglierà autorità, ospiti e i cori che accompagneranno l’accensione del falò. Le fiamme verranno accese alle ore 20. Il falò dei valdesi torna quindi a Torino dopo circa 30 anni: allora fu bruciato davanti al Monte dei Cappuccini, è invece la prima volta che viene acceso in piazza Castello. Soddisfatto Marco Giusta, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Torino: «L’amministrazione comunale è felice di offrire uno spazio consono a un evento così importante per i nostri cittadini. Celebriamo l’apertura di spazi e di comunicazione tra mondi fino ad allora chiusi al confronto».

La Chiesa Valdese: "Ci saranno anche lgbt, laici e rifugiati"
Non si è ovviamente fatta attendere la reazione della Chiesa Valdese stessa, che ha affidato i propri pensieri alle parole di Patrizia Mathieu, presidente del Concistorio valdese di Torino: «La Chiesa Valdese è estremamente lieta di poter realizzare nel cuore della città un evento che è tradizionale nella nostra storia. Ci siamo sempre occupati di diritti perché per molto tempo non ne abbiamo avuti. Per questo condividiamo il palco con tutti coloro che hanno patito o tuttora patiscono l’assenza di diritti: ci saranno gli ebrei, destinatari anch’essi delle Lettere patenti del 1848, e ci saranno le associazioni lgbt, le associazioni per la laicità e per i rifugiati».