27 maggio 2020
Aggiornato 02:00
Saute

«Partorirai con dolore», a Torino solo il Sant'Anna offre l'epidurale per le donne in travaglio

Negli ospedali piemontesi mancano gli anestesisti. Mauriziano, Maria Vittoria e offrono un trattamento del dolore utilizzando il "gas esilarante"

TORINO - Epidurale sì, epidurale no? vecchio dibattito che riguarda la possibilità di affrontare il parto provando o no dolore. Quale che sia la scuola di pensiero adottata, è importante che la futura mamma, adeguatamente informata dal ginecologo, abbia la possibilità di compiere una scelta. A Torino invece pare che non sia così. Sembra infatti che solamente l'ospedale Sant'Anna sia in grado di offrire l'epidurale a titolo gratuito. Per la mamme piemontesi dunque tale scelta non è possibile.

Mauriziano, Maria Vittoria e Martini
All'ospedale Mauriziano si contano 1.278 parti l’anno, al Maria Vittoria 1.471, eppure non è possibile avere un parto naturale con il supporto dell'anestesia epidurale. Come è possibile? Il problema è connesso con la mancanza di risorse umane. Vale a dire che, per eseguire la procedura sono necessari anestesisti specializzati e reperibili, altrimenti il trattamento rischia di diventare molto rischioso. «Attivare un servizio di analgesia da parto senza risorse adeguate è pericoloso» spiega Emilpaolo Manno, direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione del Maria Vittoria . Qui la terapia del dolore epidurale non viene fornita neppure a pagamento. Al Maria Vittoria sono fermamente convinti infatti che non esista una sanità per VIP e una no, perciò non differenziano tra servizio a pagamento e non. Si servono invece della procedura analgesica con il protossido di azoto (gas esilarante), senza dubbio meno efficacie dell'epidurale ma anche meno rischiosa, viste le condizioni di lavoro. Al Martini la situazione è analoga: mancano gli anestesisti e attualmente, sono in attesa di autorizzazione per procedere con l'utilizzo del protossido di azoto. Tuttavia nei prossimi mesi è previsto l'arrivo di tre anestesisti. Da quel momento sarebbe possibile anche per il Martini ripristinare il servizio anestetico con epidurale. Tuttavia, non bisogna dimenticare che almeno uno dei tre specialisti sarà rivendicato dal Maria Vittoria.

La situazione fuori Torino
Se lo scenario cittadino appariva grave, i dati che vengono dalla provincia sono tutt'altro che rassicuranti. Negli ospedali fuori città infatti (ben più piccoli in vero) l'epidurale è solo uno sbiadito miraggio. Si pensi che a Chivasso, Ciriè e Ivrea non sono previste nè l’epidurale nè l'uso del protossido di azoto nè altre terapie analgesiche per le donne in travaglio. La carenza di risorse umane e il numero notevolmente ridotto dei parti rispetto alla città hanno portato a questo stato di cose.

Il Sant'Anna
Con circa settemila parti all'anno, il Sant'anna è in grado di offrire alle sue pazienti un parto naturale con epidurale. Perchè? Proprio per il fatto che dispone di sufficiente personale qualificato. Tuttavia i problemi non mancano neppure qui. Silvio Viale, ginecologo presso l'ospedale ritiene che «la cosa più grave è che da parte della Regione non ci sia un’adeguata informazione sulla disponibilità del servizio». Viale prosegue segnalando che, nel suo ospedale, siano in servizio 23 anestesisti, laddove, stando al numero dei parti, ne necessiterebbero 27. 

Cosa dice la Regione?
Il problema dei parti è diventato una priorità per gli uffici della Regione dal momento in cui l'epidurale è entrato a pieno diritto all'interno dei servizi LEA. I nuovi Livelli Essenziali di Assistenza sono stati infatti oggetto del decreto firmato dal ministro della Salute Lorenzin. Si auspica una diffusione gratuita e omogenea del servizio di anestesia, quanto meno nei centri ospedalieri di medio-grade entità.