23 gennaio 2021
Aggiornato 20:30
Scuola

«L'acqua non viene negata a nessun bambino», l'assessore smentita da circolari e genitori

Ancora polemiche riguardanti i bambini che portano a scuola il pasto da casa. Numerose le discrepanze tra la teoria e i fatti. Cosa fare per quanto riguarda l'acqua e i rifiuti?

TORINO - Parte dal Consiglio comunale di lunedì, passa attraverso i microfoni di Radio 24 e finisce con le comunicazioni dei presidi la polemica sull'acqua per i bambini che non usufruiscono del servizio mensa a scuola. Di cosa si tratta? Siamo ancora entro le maglie della discussissima questione che riguarda i ragazzi che portano a scuola il pasto da casa. Una battaglia che va avanti da mesi e che tra stop e riscritture sembra ora giunta all'ennesimo scoglio. Pare infatti che venga negata ai ragazzi la possibilità di usufruire dell'acqua delle caraffe della mensa. L'assessore alla Scuola, Federica Patti, non ha dubbi: "L'acqua non viene negata a nessuno", afferma sicura ai microfoni di Radio 24. Ma di fronte a tale lucidità di pensiero, quali sono le realtà legislative e come queste vengono applicate nelle scuole? 

Tra pratica e teoria
Durante la seduta del Consiglio di lunedì, a cui Patti non era presente, il capogruppo della Lega Nord, Fabrizio Ricca, ha presentato una lista di emendamenti riguardanti il problema del panino a scuola. Questi sono stati negati in blocco dalla maggioranza dei Cinquestelle. Tra le varie proposte bocciate, figura il 14esimo emendamento, in cui viene richiesto che la distribuzione dell'acqua sia di competenza della ditta che gestisce la fornitura di cibo a scuola. Vale a dire, si chiede che anche i bambini con panino possano servirsi dall'acqua delle caraffe della mensa. L'emendamento è stato cassato insieme alla richiesta che la medesima ditta provveda alla pulizia del refettorio e quindi, praticamente, che getti i rifiuti di tutti i ragazzi. Dai microfoni di Radio24 l'assessore Patti ha però smentito nettamente che non venga data l'acqua ai ragazzi e ha ironizzato sull'assurdità della possibilità che ai bambini venga negato l'uso dei bidoni. "Non scadiamo nel grottesco", ha detto l'assessore che ha proseguito l'emendamento "strumentale", costruito ad hoc, per attaccare il lavoro fatto fino a ora. Ci ha tenuto però a precisare che, in ogni caso, non ha la possibilità di controllare cosa accade fisicamente in ogni scuola della città. 

Circolare nelle scuole
Nessun problema, ci hanno pensato direttamente i genitori a informarla di cosa succede ai loro figli ogni giorno nelle scuole supportati dall'avvocato Giorgio Vecchione, sin dall'inizio legale dei genitori sulla vicenda del "panino». "Scuola Elementare Margherita di Savoia: i miei figli si devono portare l'acqua per mangiare in mensa e non possono usare la pattumiera della mensa, quindi portano a casa i rifiuti in una bustina che metto sempre dentro la borsetta con la pappa", spiega una mamma; "anche mio figlio si porta l'acqua è niente uso del bidone...", sottolinea un'altra genitrice che rimarca l'inesattezza delle parole dell'assessore comunale. A sostegno di quanto testimoniato dalle mamme ci sono anche le circolari delle scuole in cui si legge a chiare lettere che i bambini devono provvedere a portarsi da casa acqua e bicchiere monouso. Pare dunque che manchi il dialogo tra assessora e presidi, e che ancora non vige chiarezza sui malcapitati che decidono di portarsi il pranzo da casa. Sembra che ancora una volta il caso non possa definirsi chiuso.