27 maggio 2020
Aggiornato 02:30
Inquinamento acustico

L’allarme dell’Arpa alla sindaca: «A San Salvario servono provvedimenti urgenti»

Uno studio condotto dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale ha accertato una media di 90 decibel nella zona della movida. L’inquinamento acustico è superiore dell’80% rispetto al limite di legge

TORINO - La «malamovida» di San Salvario è uno dei problemi che Torino si porta dietro da ormai molti anni. L’amministrazione dell’ex sindaco Piero Fassino aveva provato ad arginare un fenomeno in continua espansione, prima mettendo regole sull’apertura di nuovi locali, vista la presenza di oltre un centinaio di questi, e poi impedendo agli avventori di bere alcolici fuori dai pub e la chiusura anticipata e tassativa alle due di notte dei dehors. La palla adesso è passata alla sindaca Chiara Appendino e alla sua Giunta, già messi in allarme dall’Arpa regionale che dalla scorsa estate sta misurando l’inquinamento acustico prodotto nella zona della movida. Il risultato è che, soprattutto nei fine settimane, il «rumore» arriva ad avere una media di 90 decibel, valore che supera dell’80% il limite di 50 fissato dalla legge.

Un martello pneumatico per tutta la notte
L’inquinamento acustico di 90 decibel non è roba da poco. Per capirci, è come se per tutta la notte ci fosse un martello pneumatico o un fischietto attivi senza sosta. Una situazione intollerabile per i residenti di via Baretti e largo Saluzzo che dal canto loro hanno già presentato tre petizioni in Comune per far sì che le cose possano in qualche modo cambiare. Di risposte concrete fino a oggi non ne sono arrivate, ma solamente palliativi che non hanno risolto nulla. Toccherà ora ai Cinquestelle provare a dare una svolta a questa storia e l’incontro tra l’Arpa, che ha parlato di necessità di «provvedimenti urgenti», e gli assessori all’Ambiente Stefania Giannuzzi, al Commercio Alberto Sacco e alle Politiche Giovanili Marco Giusta potrebbe essere un inizio.

Vietato bere fuori dai locali
Il primo passo potrebbe essere un’ordinanza anti botellon firmata da Appendino che vieterebbe il consumo di bevande alcoliche per strada, in modo tale da evitare che i clienti stiano a chiacchierare sotto le finestre e i balconi di chi risiede a San Salvario riducendo in questo modo i tanti decibel prodotti dal vociferare. Il provvedimento potrebbe scattare anche a breve, prima che si arrivi in primavera e poi in estate quando la movida vive il suo periodo più goliardico e rumoroso. Almeno questo è quello che sperano residenti e Circoscrizione 8.