17 dicembre 2018
Aggiornato 12:30

Dai pusher all’inceneritore: distrutti oltre 400 kg di droga dal valore di 3 milioni di euro

La sostanza stupefacente, sequestrata in diverse operazioni di polizia, è arrivata da tutta Italia. Solo a Torino, l’attività ha consentito di recuperare 14 chili, arrestare 24 persone e denunciarne altre nove

TORINO - Droga proveniente da tutta Italia brucia all’inceneritore del Gerbido. In mattinata, la Squadra Mobile di Torino ha infatti condotto una grande operazione di distruzione di oltre 400 kg di sostanza stupefacente pressata struttura della società Trm del gruppo Iren. La droga, principalmente cocaina e hashish è arrivata da ogni parte del paese in seguito alla conclusione dell’operazione «pusher», progetto capace di coinvolgere 103 Squadre Mobili e di portare al rinvenimento di sostanza stupefacente per un valore di 3 milioni di euro all’ingrosso.

A Torino operazioni soprattutto in San Salvario
L’azione, mirata soprattutto al contrasto della commercializzazione delle sostanze stupefacenti, a Torino si è concentrata soprattutto nel quartiere di San Salvario. Le operazioni di polizia, nel fine settimana del 4 e 5 febbraio, hanno consentito di sequestrare 14 chili di droga, arrestare 24 persone, denunciarne altre 9 e emettere quattro sanzioni amministrative. All’attività di contrasto hanno partecipato gli Uffici di Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, le relative unità cinofile, i commissariati distaccati e sezionali, il Reparto Prevenzione Crimine e le Squadre di Polizia Giudiziaria della Polfer e della Stradale.

Cosa succede con la droga sequestrata
Una volta sequestrata, la sostanza stupefacente viene repertata ed immagazzinata in un luogo idoneo in attesa della campionatura disposta dall’Autorità Giudiziaria per la fase processuale (campionatura e consulenza sul quantitativo del principio attivo). Nelle diverse fasi processuali l’Autorità Giudiziaria può disporre la distruzione della parte residua dello stupefacente non soggetta a campionatura secondo il disposto dell’art. 87 D.P.R. 309/90. Per tali operazioni vengono utilizzati degli impianti di incenerimento che, seguendo uno specifico protocollo, garantiscono la sicurezza delle operazioni di trasporto e distruzione della droga e la salute pubblica (controllo fumi e residui combustione): questo è quello che è successo questa mattina, quando oltre 400 kg sono stati bruciati.