19 dicembre 2018
Aggiornato 02:00

La «mini-rivoluzione» del tram 4: priorità semaforica, maggiore frequenza e rebus fermate

E' una delle tratte più utilizzate dai cittadini torinesi, taglia in due la città da Falchera a Mirafiori: la riorganizzazione dei trasporti partirà dalla linea 4
La linea tranviaria 4, una delle più utilizzate della città
La linea tranviaria 4, una delle più utilizzate della città ()

TORINO - Chiamatela come volete: rivoluzione, riorganizzazione o trasformazione: quel che è certo è che i cambiamenti, ormai prossimi, nel sistema di trasporto pubblico torinese inizieranno dalla linea tranviaria numero 4. Sarà infatti il tram che parte da via delle Querce e arriva sino a Strada del Drosso a sperimentare idee e proposte dell’assessorato ai Trasporti. Parliamo ovviamente di una delle linee più frequentate, di una tratta capace di «tagliare» letteralmente in due la città, da Mirafiori Sud a Falchera, in un’ora di corsa. L’obiettivo, ampiamente dichiarato dall’assessora Maria Lapietra, è quello di potenziare e rendere più efficiente il 4.

Semafori e frequenza, aspettando i dati del «bippaggio»
La domanda, ovviamente, sorge spontanea: in che modo? Partiamo dalle certezze: la linea 4 avrà sempre priorità semaforica. Questo primo step sarà reale in tempi brevi grazie ai semafori intelligenti in grado di misurare il traffico sui viali, che garantiranno così una corsa più veloce. D’altra parte l’oltre milione e mezzo di euro (1,6 per la precisione) in arrivo da Roma per installare i sensori va speso entro il 2018, ecco perché la tempistica sarà relativamente breve. La priorità semaforica consentirà anche di aumentare la frequenza dei mezzi, riducendo così le attese alle fermate. Capitolo fermate: attualmente sono 45 e la domanda che tutti si pongono è se qualcuna di queste rischia o meno la soppressione. Il pensiero dell’assessorato, in tal senso, è chiaro: «Quelle a distanza l’una dall’altra pari o inferiore ai 300 metri non hanno senso di esistere…». Un esempio? Le due fermate in corso Giulio Cesare divise dalla Dora (290 metri circa l’una dall’altra). Ecco perché il bippaggio obbligatorio sui mezzi di trasporto servirà a fornire ai tecnici dati utili a capire quali siano le fermate più utilizzate e quali meno, ma la condizione dei 300 metri rimane imprescindibile. 

Fermate tagliate? Serve l'ok dell'Agenzia della Mobilità Piemontese
Va specificato come nessuna fermata verrà mai «tagliata» senza il via libera dell’Agenzia della Mobilità Piemontese. Saranno loro a dare l’ok definitivo di eventuali proposte successive agli studi. Quel che è certo è la linea 4, attraversando il territorio torinese da sud a nord, fa parte della vita di tantissimi passeggeri e residenti. Una delle criticità maggiormente riprese è quella del rumore del tram, considerato da tanti tra i più impattanti a livello acustico., ma anche l’ipotesi di dover camminare per 500 metri per raggiungere una fermata spaventa, soprattutto le persone anziane. La situazione va quindi monitorata quasi quotidianamente, ma è certo che la mini rivoluzione dei trasporti inizierà in via delle Querce per terminare in Strada del Drosso: quello che accadrà in mezzo, per ora, è ancora un rebus.