17 dicembre 2018
Aggiornato 13:00

Capodanno cinese, grande festa per celebrare l'anno del Gallo in piazza Castello

Si sono celebrati ieri i festeggiamenti per il capodanno cinese a Torino. Tra balli e musiche tradizionali, l'iniziativa ha riscosso un grandissimo successo. L'assessore alle pari opportunità e il presidente dell’associazione italo-cinese di Torino si dicono molto soddisfatti
Si sono celebrati ieri i festeggiamenti per il capodanno cinese a Torino
Si sono celebrati ieri i festeggiamenti per il capodanno cinese a Torino ()

TORINO -  Si sono aperti sotto la pioggia i festeggiamenti per il nuovo anno cinese. Il mal tempo tuttavia non ha intaccato lo spirito della manifestazione che, coloratissima e gioiosa, è partita da palazzo di Città e, passando per via Garibaldi e piazza Castello, si è conclusa al palazzo del Rettorato di via Verdi.

L'anno del Gallo di fuoco 
E' iniziato così l'anno del Gallo di fuoco, salutato delle danze di buon auspicio del Drago, leggendario re dell'aria e del Leone, signore della terra. Hanno preso parte all'evento centinaia di cinesi, italo-cinesi e curiosi, attratti dagli spettacoli di ballo e di arti marziali. All'interno del Rettorato inoltre, l'Istituto Confucio dell'Università di Torino ha organizzato diverse attività dedicate ai più piccoli, dai laboratori di scrittura con ideogrammi agli origami. Il tutto rigorosamente all'insegna delle celebrazioni dell'anno del Gallo, simbolo di tenacia e laboriosità. L’evento è stato organizzato grazie alla collaborazione dalle associazioni cinesi di Torino e del Piemonte, del consolato generale della Repubblica Popolare Cinese di Milano, del Mao di Torino e, naturalmente, dell’Istituto Confucio, dove sono circa 300 gli studenti che studiano le lingue orientali, a dimostrazione del grande fascino che, ancora oggi, suscita l'Oriente in Italia.

Il Comune sostiene l'iniziativa
L'assessore alle Pari Opportunità, Marco Giusta, ha preso parte all'evento e ha così commentato: «Guardare allo sviluppo cinese non significa tanto fare attenzione ai risultati ottenuti dalla Cina, quanto, piuttosto, osservare qual è il contributo che la Cina dà al mondo intero; ecco, io credo che questa festa sia uno dei più bei contributi della comunità cinese alla nostra Città. Torino è magica», continua Giusta, «qui le diversità vanno valorizzate, perché "rendono una bella città ancora più bella" (citando un bellissimo detto cinese)». Sulla stessa linea, Angelo Wu, presidente dell’associazione italo-cinese, ha definito Torino come la città italiana in cui i cinesi sono maggiormente integrati. Wu ha chiuso il suo intervento augurandosi che le bellezze della città sabauda, possano essere meglio conosciute in Cina, di modo da attrarre un maggior numero di turisti in Italia. L'evento si è concluso con un’esibizione di taiji e canti corali, e con il brano «gara equestre» suonato con l’erhu, un cordofono barbaro a due corde, che ha lasciato senza parole gli spettatori.