23 gennaio 2021
Aggiornato 21:00
Via Germagnano

Appendino-Ricca, botta e risposta: «In via Germagnano la soluzione non sono le ruspe»

Il capogruppo della Lega Nord attacca: «L'insediamento abusivo va chiuso. Ci sono anche dei bambini lì, a giocare nell'immondizia». Dura la replica della sindaca: «Non faccia battute su bambini»

TORINO - Mentre al campo nomadi di via Germagnano cumuli di rifiuti vengono bruciati ogni giorno, l'insediamento abusivo riesce a infiammare le polemiche anche in Sala Rossa. Tra telecamere, fumi tossici e agenti impiegati, l'attenzione si è spostata su chi quella situazione "infernale" è costretto a viverla ogni giorno senza aver avuto possibilità di scelta: i bambini.

Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega Nord, ha messo alle strette Chiara Appendino: «Diamo le mascherine agli agenti, li obblighiamo a non organizzare presidi fissi per paura dei fumi tossici, ma ogni giorno consentiamo a bambini di giocare in mezzo all'immondizia? Vergogna». La replica della sindaca non si è fatta attendere: «Non faccia battute sui bambini. Solo qualche tempo fa lei invocava la ruspa: quella non è la soluzione, è un problema delicato e vogliamo superarlo, stiamo cercando una soluzione».

Il riferimento di Ricca va all'ordinanza firmata a dicembre che obbliga gli agenti del Nucleo Nomadi a  non superare le due ore per turno all'interno del campo abusivo. Appendino, dal canto suo, ha spiegato che l'Arpa ha accertato come la presenza di elementi inquinanti sia concentrata entro dieci metri dai comuli di rifiuti, non oltre. Insomma, senza avvicinarsi troppo le persone non dovrebbero correre pericoli. Intanto, come già annunciato nelle scorse settimane, il sistema di videosorveglianza è stato potenziato con l'installazione di una nuova telecamera per monitorare eventuali comportamenti illeciti. L'attività di controllo delle forze dell'ordine procede senza sosta: nelle scorse settimane gli agenti della polizia avevano abbattuto circa 20 baracche abusive.

Soluzioni che, per il momento, non sembrano soddisfare chi vive vicino al campo nomadi: «Dal mattino alla sera siamo invasi dal fumo. Respiriamo resina, laminati: è un inceneritore a cielo aperto. Un paese civile non può tollerare queste cose. Ci siamo comprati una casa dopo anni di sacrifici, ora non vale più nulla». Il ritratto dipinto dai residenti è drammatico. Sono loro i primi a segnalare alle forze dell’ordine gli ultimi sviluppi: le persone che vengono allontanate da via Germagnano si stanno spostando in corso Vercelli, dove il sito abusivo sta aumentando in maniera esponenziale. I nomadi hanno preso di mira un terreno a ridosso della stazione, di proprietà per metà delle Ferrovie dello Stato e per metà del Comune di Torino. L’insediamento rischia di crescere giorno dopo giorno. «Siamo presi di mira tra tre fuochi: quello enorme di via Germagnano, corso Vercelli e Lungo Stura Lazio dove la sera vengono bruciati materiali. Ci stiamo giocando la vita, non respiriamo più».