19 dicembre 2018
Aggiornato 01:00

Controlli dei carabinieri alle «isole ecologiche», diverse le irregolarità riscontrate

Le isole ecologiche sono adibite a ricevere i rifiuti ingombranti prodotti dai private create per permettere lo smaltimento di quei rifiuti domestici ingombranti. Ma non sempre tutto è stato fatto nel modo corretto
Irregolarità nelle «isole ecologiche»
Irregolarità nelle «isole ecologiche» ()

TORINO - Negli ultimi mesi i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Torino hanno effettuato una serie di controlli nei centri di raccolta dei rifiuti urbani dei comuni della cintura del capoluogo piemontese. Queste aree, meglio conosciute con il nome di «isole ecologiche», sono adibite a ricevere i rifiuti ingombranti prodotti dai privati e create per permettere lo smaltimento di quei rifiuti domestici ingombranti. Comune denominatore per tutti i materiali che finiscono in questi centri di raccolta è che abbiano provenienza domestica e che non siano originati da attività produttive anche artigianali, queste ultime, infatti, sono soggette a specifiche modalità di smaltimento. Ma i carabinieri hanno rilevato che comunemente, talvolta con la complicità degli stessi gestori, vengono conferiti rifiuti provenienti da attività produttive fraudolentemente presentati come conferimenti privati. Questa situazione oltre a costituire condotta illecita, comporta un illecito guadagno per coloro che hanno un’attività produttiva anche piccola, permettendo loro di azzerare i costi di smaltimento dei rifiuti, e, sul versante opposto, determina un innalzamento dei costi di gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani con il conseguente ricarico sulla tassa sui rifiuti a danno del singolo utente privato.  

Sanzioni amministrative
A seguito di controlli costanti, i militari hanno comminato multe a carico di alcune imprese, anche individuali, che conferivano rifiuti provenienti dalla loro attività produttiva spacciandoli come domestici, in particolare rifiuti da demolizione, scarti di lavorazione dei serramenti in legno e parti di autovetture. Per quanto riguarda le «isole ecologiche» sono in corso accertamenti per valutare le responsabilità dei gestori delle singole aree.