19 dicembre 2018
Aggiornato 00:00

Annullato l’appuntamento in Comune di Vittorio Sgarbi e le sue «Case del clochard»

A due ore dalla conferenza stampa lo staff del noto critico d’arte ha annunciato l’annullamento dell’incontro. L’artista che insieme a Sgarbi ha realizzato le casette destinate ai clochard è stato male
Annullato l’appuntamento in Comune di Vittorio Sgarbi
Annullato l’appuntamento in Comune di Vittorio Sgarbi ()

TORINO - Dopo la presentazione della «Casa del clochard» a Milano, quest’oggi Vittorio Sgarbi aveva programmato una conferenza analoga anche a Torino, all’interno di Palazzo Civico. A due ore dall’incontro con la stampa il suo staff ha però dovuto annullare l’appuntamento e rinviarlo a data da destinarsi. «Colpa» di un malore di Maurizio Orrico, l’artista che ha ideato le casette di cartone in collaborazione con «Fine Arts» di Alessandro Erra.

Il progetto «Casa del clochard»
Una trovata singolare, non c’è dubbio, ma che Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte ed ex assessore del Comune di Milano dal 2006 al 2008, sta portando avanti con convinzione. «E’ inaccettabile che nel 2017 si possa morire di freddo. Ci sono persone che a un certo punto della propria vita decidono di fare i clochard e quando ero assessore ricordo che ne vedevo molti dormire sopra un cartone. A loro modo erano felici e non volevano soldi, ma solo restare liberi. Per loro ho un amore istintivo». E da qui è nata l’idea della «Casa del clochard», un casetta in scala, come quelle in cui giocano i bambini, realizzata completamente in cartone e fatta per i clochard, per far sì che possano ripararsi dal freddo pungente della notte. «Morire di freddo nel mondo consumista è assurdo», sostiene Sgarbi, » Ho pensato dunque di dar loro, seppur precaria, una casa. Con l’amico Maurizio Orrico abbiamo ideato questa casa in cartone. Vera. Protettiva. Piccola, per due persone. Per giornate non di gran freddo. Non sono fatte per difendersi dal freddo. Ma per riappropriarsi della propria intimità".

Dieci case per i clochard di Torino
A Milano c’è già stata la consegna di dieci casette. Oggi sarebbe stato il turno di Torino ma, come già detto, l’appuntamento è stato rimandato. Uno degli obiettivi è stato però già raggiunto: quello di richiamare l’attenzione delle istituzioni locali e nazionali su un problema conosciuto da tutti, ma che rimane comunque irrisolto nel tempo.