16 dicembre 2018
Aggiornato 13:00

La mano misteriosa che spunta da un palazzo di corso Matteotti: a chi appartiene?

Secondo la leggenda appartiene a una donna, ma non tutti concordano sul significato di questa mano che tiene tra le dita una lettera. Ci troviamo a due passi dal centro città, in un palazzo che racchiude l’ennesimo mistero di Torino
La mano di Ebe "sbuca" da un palazzo di corso Matteotti 45
La mano di Ebe "sbuca" da un palazzo di corso Matteotti 45 (Roberto Barranca)

TORINO - Che i palazzi di Torino raccontino storie e nascondano misteri non è certo una novità. D’altra parte il capoluogo piemontese, città nota per essere una delle punte dei triangoli della magia nera e bianca, ha sempre ospitato miti e leggende che si sono tramandate nel tempo: una poco conosciuta è senza dubbio quella della «mano misteriosa». Qualcuno di voi l’ha mai vista?

Dove si trova la "mano misteriosa"
Ci troviamo in corso Matteotti, in un palazzo signorile nel tratto compreso tra corso Vitaliano Donati e corso Vinzaglio. Proprio dietro la fermata del bus 55, sopra un portone grigio, è ben visibile una mano che tiene tra le proprie dita una lettera. Sembra quasi volerla porgere ai passanti o agli inquilini. Passeggiando di corsa passa quasi inosservata, ma basta alzare un pochino la testa per notarla. E’ la mano di Ebe de Marivaux, una cortigiana francese vissuta proprio in quella casa tanti anni prima. 

La storia di Ebe, la cortigiana
La leggenda della «mano misteriosa» è un intreccio di amore e intrighi. Sì, perché Madama Ebe, donna bellissima, ebbe sempre tantissimi corteggiatori. Uno su tutti? Un uomo di nome Bilinksy, facoltoso finanziere russo, conosciuto durante una serata di magia a casa di un mago torinese. L’uomo, forte della disponibilità economica a sua disposizione, aiutò la cortigiana dalle tasche «bucate» prestandole ingenti somme di denaro. Un amore fittizio dunque, fondato su una dipendenza economica e venuto meno quando Bilinsky perse tutti i soldi. Innamorato follemente di Ebe, quando scoprì di una relazione della donna con un altro spasimante andò su tutte le furie.

Il tentato omicidio e un epilogo poco chiaro: quale il significato?
Una sera, accecato dalla rabbia e dalla gelosia, il finanziere aspettò la donna sotto casa, in corso Matteotti. Ebe scese dalla carrozza in compagnia di un altro uomo e Bilinksky le si scagliò contro brandendo un pugnale. Per fortuna della cortigiana, la lama invece di colpirla si conficcò in un tronco di uno degli alberi presenti nel centro del corso. Ed è qui che le informazioni si interrompono perché l’epilogo di questa storia non è chiaro. Di Ebe rimane la mano con all’interno la lettera, una scultura decisamente insolita. Le interpretazioni sono varie: c’è chi vede una richiesta d’aiuto della cortigiana, intimorita dalla violenza psicologica del finanziere e chi invece pensa che possa essere una semplice lettera per congedarsi da un amato respinto. Quel che è certo è che il palazzo di corso Matteotti 45 ospita uno dei tanti misteri di Torino, una storia d’amore intricata e nebulosa.