12 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Appendino difende le misure antismog: «Pm10 in calo, il blocco delle auto è un dovere»

L'appello anche ai sindaci dei comuni limitrofi: «Non cercate il consenso popolare e aderite anche voi». Poi il messaggio a chi non ha capito la decisione presa: «Decisione impopolare? Ho il dovere di pensare alla salute dei torinesi»

TORINO - Era già successo con la malasosta, è stato così anche per l'emergenza smog: Chiara Appendino torna a parlare ai torinesi e lo fa con un video messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook. Il tema? L'inquinamento e il tanto contestato blocco auto. Una decisione "impopolare" che la sindaca spiega così: «E' mio preciso dovere fare tutto il possibile per tutelare la salute dei torinesi, anche se si tratta di adottare misure impopolari». Poi la precisazione, viste le tante critiche tecniche pervenute a Palazzo Civico: «Qualsiasi scelta è fatta tenendo conto di dati precisi».

Giannuzzi punta il dito contro i Diesel e cita le grandi città del mondo
Tira dritto dunque l'amministrazione pentastellata. Stefania Giannuzzi, assessore all'Ambiente, interviene puntando il dito contro i veicoli Diesel e difendendo a spada tratta i provvedimenti presi. L'esempio? Le più grandi città d'Europa: da Londra a Madrid, passando da Parigi e Città del Messico, tutti sembrano voler abbandonare i Diesel che a questo punto finiscono inevitabilmente sulla graticola. Capitolo dati: i dati di Arpa non hanno confermato le previsioni e le Pm10 risultano effettivamente in calo nei giorni di blocco dei Diesel Euro 4. Certo, i fattori possono essere molteplici, ma i 150.000 veicoli in meno in giro hanno sicuramente influito. Anche perché, proprio secondo Arpa, sono proprio le auto a condizionare maggiormente la qualità dell'aria.

Appendino, l'appello ai sindaci della Città Metropolitana e ai torinesi
Non solo una difesa accorata del proprio operato e di quello della propria Giunta comunque, perché Appendino, non paga, decide anche di alzare la posta in gioco, lanciando un appello ai sindaci della Città Metropolitana: «Chiedo un passo in avanti, un grande senso di responsabilità. Aderite al protocollo regionale, mettendo la salute pubblica prima del consenso». In fondo, l'obiettivo è più ampio che gestire una semplice emergenza. Quello che Appendino vuole proporre è in realtà un cambiamento drastico sul lungo termine, una rivoluzione culturale: «Proviamo tutti a ripensare alle nostre abitudini, nell'ottica di una città più sostenibile per noi e per i nostri figli». La soluzione proposta? I mezzi di trasporto pubblico, la bici, il car pooling. Intanto si prosegue anche oggi con il blocco: Appendino lancia la rivoluzione, i torinesi la seguiranno?