1 agosto 2021
Aggiornato 16:00
Cronaca

Mensa fresca e maggior dialogo con le famiglie, al via la rivoluzione nelle scuole

L'assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica della Città, Federica Patti, propone un progetto pilota complesso che reintroduca la mensa fresca nelle scuole dell’obbligo e garantisca una trasparenza maggiore nei confronti delle famiglie

TORINO - Si torna a parlare di mensa scolastica. L'obiettivo dell'Amministrazione comunale è, ancora una volta, quello di fornire ai più piccoli un pasto di qualità equilibrato dal punto di vista nutrizionale e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Come farlo? L'assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica della Città, Federica Patti, ha proposto un nuovo progetto pilota che andrà ad agire sul sistema mensa su più livelli. «È un progetto ambizioso e complesso", ha dichiarato l'assessore, "che abbraccerà molteplici aspetti del servizio della refezione scolastica e per affrontare questo cambiamento serve un percorso ragionato, condiviso e partecipato. Sono convinta, però, che sarebbe stato difficile iniziarlo in autunno, mentre ora credo sia il momento giusto per iniziare un confronto costruttivo, e mi auguro sereno e disteso».

Reintroduzione della mensa fresca
Si vuole innanzitutto riportare la mensa fresca nella scuola primaria ed, eventualmente, nella secondaria di primo grado. Per fare questo sarà necessario in primo grado avviare un processo di raccolta dati sull'attuale situazione di ciascun edificio scolastico: verificare la capacità delle cucine, le attrezzature in dotazione, le dimensione e le caratteristiche degli spazi per la preparazione del cibo e la qualità ambientale dei refettori. «Deve essere chiaro", ha spiegato l’assessore, "che un sistema così ampio e complesso non si cambia in poche mosse e, ci tengo anche a dire, che le soluzioni non necessariamente sono univoche per tutte le situazioni." In ogni caso, sulla base dei dati che verranno raccolti, sarà possibile elaborare un piano per individuare i bacini di utenza del servizio, i materiali di cui necessitano i centri di cottura e il percorso più breve possibile per il trasporto delle materie prime.
"E’ quindi, fondamentale", continua Patti, "raccogliere i dati attraverso una mappatura. Ci sono contesti in cui le scuole primarie si trovano nello stesso plesso o nella stessa area delle scuole dell’infanzia o dei nidi, e mettere a sistema tutto vuol dire capire come gestire il processo. In altri istituti scolastici potrebbero esserci situazioni differenti, ma fino a quando non analizziamo l’esistente e proviamo a metterlo in rete, non abbiamo elementi per progettare." L’idea insomma sarebbe quella di ripartire da ciò che già esiste, le cucine dei nidi o delle scuole dell’infanzia, per dare avvio a un sistema di cucina diffuso che possa servire le scuole primarie, e non solo. 
 
La Commissioni Mensa
La rivoluzione delle mense della Giunta Appendino, passa anche attraverso un maggiore dialogo con le famiglie, nella forma di Commissioni Mensa riviste. Si intende in questo modo misurare in tempo reale la gradibilità dei piatti e la qualità del servizio offerto. Come?  Per farlo verrà elaborato un modulo on line che le famiglie dovranno compilare e, attraverso cui, potranno segnalare eventuali malfunzionamenti del servizio. In questo senso, viene in soccorso dell'Amministrazione il programma STIR, startup che vuole sviluppare strumenti per contribuire a colmare il divario tra la mensa e le famiglie. In questo panorama generale saranno ascoltati inoltre i bambini che provvedono da sè a portare il pranzo da casa. A questi, in significativo aumento, vanno garantiti adeguati spazi e servizi e appare perciò indispensabile includerli nella mappatura dei dati.