17 dicembre 2018
Aggiornato 13:00

Primato mondiale alle Molinette per un trapianto di rene, salvata la vita a un paziente

Per la prima volta al mondo grazie alla chirurgia robotica è stato recuperato un rene tolto per anomalia congenita e trapiantato su un paziente in dialisi
Primato mondiale alle Molinette per un trapianto di rene
Primato mondiale alle Molinette per un trapianto di rene (ANSA)

TORINO - Dall’ospedale Molinette di Torino arriva un nuovo primato mondiale grazie alla generosità di una paziente di 45 anni affetta da una rara anomalia congenita («rene ectopico pelvico») che l’ha costretta alla rimozione di un rene. L’organo, trapiantato su un altro paziente di 51 anni in dialisi, ha permesso di salvare la vita a quest’ultimo.

Un’operazione conclusa nel migliore dei modi dopo un lungo calvario di dolore che aveva interessato la quarantacinquenne. Alla fine è stato deciso di procedere con l’intervento di rimozione del rene, comunque ben funzionante, ma destinato allo scarto. Soluzione che, come dicevamo prima, ha stabilito un primato: per la prima volta al mondo infatti è stata utilizzata la chirurgia robotica a fronte di una situazione anatomica vascolare estremamente più complessa. E così è iniziata una serie di interventi, con in primis la nefrectomia eseguita dal professor Paolo Gontero. «La chirurgia robotica è stata fondamentale in questa particolare situazione di un rene in posizione anomala a stretto contatto con l’utero e con una vascolarizzazione complessa», ha detto a operazione conclusa Gontero, «l’aiuto del robot ha permesso l’accuratezza chirurgica necessaria in un intervento così delicato. Il robot Da Vinci di ultima generazione in dotazione presso la Città della Salute viene correntemente utilizzato in campo urologico per interventi oncologici su prostata, rene e vescica».

Il trapianto è tecnicamente riuscito e il paziente, sganciato dalla dialisi, è in costante miglioramento, ricoverato presso la terapia semi-intensiva della Nefrologia universitaria. «Due situazioni di sofferenza e di calvario sono state trasformate entrambe in lieto fine», dice oggi il professor Luigi Biancone, responsabile del programma di trapianto renale delle Molinette, «da ringraziare la paziente per la generosità e l’esperienza pluridisciplinare del trapianto renale di Torino che si è dimostrata ancora una volta vincente».