19 dicembre 2018
Aggiornato 01:30

Troppo fango imbarcato, fallito il recupero del ristorante galleggiante Genna

Il 25 novembre scorso l’alluvione aveva piegato la barca su se stessa e da allora non si è mai mossa. Una grossa gru ha provato a sollevarla e spostarla, ma è stato tutto inutile
La barca Genna dopo l'alluvione del 25 novembre
La barca Genna dopo l'alluvione del 25 novembre (Facebook)

TORINO - Quello di ieri sarebbe dovuto essere il giorno del recupero della barca Genna, il ristorante galleggiante di Angelo Memori che durante l’alluvione dello scorso fine novembre si è piegato su se stesso a causa delle forti correnti, le stesse che avevano mandato alla deriva i due battelli di Gtt. A differenza di Valentino e Valentina, Genna in tutti questi mesi non si è mossa dall’ormeggio tra i ponti di corso Bramante e di corso Dante e il motivo di tale stabilità alla fine è stato anche il principale ostacolo al suo recupero: il tanto fango imbarcato ha reso il bistrot natante pesante, troppo anche per la maxi gru chiamata e arrivata a bordo del fiume Po per compiere l’operazione di sollevamento dall’acqua.

Speranze spente nel tardo pomeriggio
Le operazioni per il recupero dell’imbarcazione sono iniziate presto. Il sollevamento sarebbe dovuto avvenire intorno all’ora di pranzo, ma le complicazioni hanno tardato tutto fino alla sospensione dei tentativi. Troppo pesante Genna che quel 25 novembre, giorno in cui molto probabilmente è «morta» definitivamente, è stata girata su un fianco dalla corrente incamerando troppo fango e ogni tentativo di portarla a riva ha rischiato di spezzare le parti in legno e ridurla sostanzialmente in frantumi. Dopo dieci ore di ipotesi e tentativi è stato sospeso il recupero e rimandato a data da destinarsi.