19 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Alla Sanità piemontese 116 milioni in più dell’anno scorso, nuovi vaccini in arrivo

Dal fondo nazionale arriveranno 8 miliardi e 84 milioni di euro. Parte di questi sarà utilizzato per nuovi costi, come la spesa per i farmaci innovativi contro l'epatite C, per i farmaci oncologici, per i nuovi vaccini e per la stabilizzazione dei precari
Con i soldi in più saranno acquistati anche nuovi vaccini
Con i soldi in più saranno acquistati anche nuovi vaccini (ANSA)

TORINO - Buone notizie per la Sanità piemontese. La ripartizione del fondo sanitario 2017 ha portato 8 miliardi e 84 milioni di euro, 116 milioni in più rispetto all'anno scorso. Soldi che, ha già fatto sapere l’assessore Antonio Saitta, saranno utilizzati prevalentemente per nuovi costi, come la spesa per i farmaci innovativi contro l'epatite C, per i farmaci oncologici, per i nuovi vaccini, per il rinnovo del contratto di settore e per la stabilizzazione dei precari.

I 116 milioni di euro in più rispetto al 2016 sono frutto dell’accordo raggiunto dalla Conferenza delle Regioni nell’ultima seduta. «Sono soddisfatto», ha detto Saitta, «perché solo in questo modo è possibile avere certezza delle risorse effettivamente disponibili e di conseguenza impostare correttamente la programmazione».

Come già detto, tema importante è quello dell’epatite C. Saitta ha incontrato, anche in qualità di coordinatore degli assessori alla Sanità, il direttore dell'Aifa, Mario Melazzini, impegnato nella trattativa con le aziende farmaceutiche per la riduzione del costo: "L'Aifa è determinata ad ottenere entro la fine del mese l'abbassamento del prezzo dei farmaci almeno a quattromila euro. Dalle Regioni c'è il pieno sostegno a questa azione: vorrebbe dire infatti poter curare più del doppio dei pazienti attualmente assistiti".

La Conferenza delle Regioni ha avviato un primo passo verso la revisione dei criteri di suddivisione del fondo nazionale, considerando prima di tutto la popolazione anziana, ma dando un primo segnale concreto all'indice di deprivazione socio-economico per quelle Regioni, come la Campania, in cui l'età media della popolazione risulta nettamente inferiore alla media nazionale. Non è mancato nemmeno un forte segnale di solidarietà: le Regioni hanno infatti tenuto conto della particolare e drammatica situazione che stanno vivendo le aree colpite dal terremoto destinando a queste zone circa 10 milioni in più.