18 dicembre 2018
Aggiornato 23:30

Scambiati per terroristi al cinema, per la famiglia marocchina arriva lo sfratto

Alla porta della famiglia marocchina che suscitò tanto clamore al cinema The Space a inizio anno bussa l'ufficiale giudiziario. L'appartamento sarà venduto all'asta

TORINO -  A distanza di quasi due mesi il ricordo di quella notte è ancora nitido nella mente di Souad Ghennam e Mustapha Lahfidi, la coppia marocchina scambiata per terroristi al cinema The Space di via Livorno. Dopo quel triste episodio la famiglia, già sotto sfratto, ha visto sfumare alcune trattative in corso per altri alloggi. A nulla sono servite le scuse pubbliche e il sostegno dell'Amministrazione cittadina. A oggi, la coppia e i loro tre figli, ricevono lo sfratto.

Quella notte al cinema The Space
«Da quel giorno non esco di casa, mi sento sporca». Così Souad Ghennam, intervistata da La Stampa, ricorda l'episodio del cinema. Era la notte del primo dell'anno e lei, con il marito e i figli, si era recata al cinema di zona, quando all'improvviso, vuoi per il velo, vuoi per i commenti in lingua araba, il pubblico nella sala ha iniziato a farsi prendere dal panico. In un attimo la parola "terroristi" ha iniziato a correre di bocca in bocca tra i presenti. Il resto della serata rimane scolpito ancora oggi negli incubi della signora.

Lo sfratto
In seguito all'incidente non hanno tardato ad arrivare la telefonata della sindaca e le scuse di persona dell'assessore Marco Giusta. Tuttavia, il problema relativo alla casa si sarebbe aggravato a causa del clamore mediatico scatenatosi dopo quella notte. Pare infatti che la famiglia, già dopo il primo avviso di sfratto, avesse preso contatti con nuovi proprietari di alloggi ma questi, dato l'episodio del cinema, si sarebbero tirati indietro. Risultato: la casa di via Ceva è ora in vendita all'asta, dal momento che Mustapha Lahfidi ha perso il lavoro e non è più in grado di provvedere al pagamento dell'ultima parte del mutuo. La famiglia è quindi in lista per l'assegnazione di una casa popolare e il problema è arrivato fino all'attenzione dell’assessore Sonia Schellino, da cui si attendono delucidazioni.