24 luglio 2021
Aggiornato 12:30
Cronaca

«Parlo da assessora e da mamma, la mensa va difesa contro tutto e tutti»

L'assessore all'Istruzione della Città di Torino Federica Patti torna a parlare della spinosa questione delle mense scolastiche al Festival del Giornalismo Alimentare di Torino

TORINO - Dopo l'invito della Regione a porre maggiore attenzione al tema dell'alimentazione, si torna a parlare di mensa scolastica al Festival del Giornalismo Alimentare. A preoccupare è, ancora una volta, la qualità delle pietanze che vengono servite ai più piccoli nelle scuole. Alla discussione "Mangia a scuola", che si è tenuta presso la Sala Mostra dell'auditorium Verdi, ha partecipato anche l'assessore all'Istruzione della Città di Torino Federica Patti.

Il valore della mensa collettiva
«Parlo da assessora e da mamma», così ha esordito la rappresentante dell'amministrazione cittadina al momento di discutere del problema relativo alle mense scolastiche. L'assessore ha voluto offrire una nuova prospettiva e, in questa occasione, fare un passo indietro per riguardare ai motivi che hanno portato la mensa in Italia. «Non bisogna perdere la memoria di come si è arrivati alla mensa collettiva in Italia» ha spiegato Patti e aggiungendo che, men che meno, bisogna dimenticare il grandissimo valore pedagogico di questa. Il pasto condiviso a scuola di fatto veicola con sé principi di uguaglianza ed è stato stato uno strumento indispensabile nel processo di introduzione del tempo pieno nelle scuole. «La mensa va tutelata», ha concluso laconico l'assessore, «bisogna mantenerla per tutti al di là di ogni possibile criticità».

Per alzare la qualità del servizio la risposta è "mensa fresca"
Impossibile, parlando di mense, che il "panino della discordia" non salti fuori. A introdurre l'argomento è stata Claudia Paltrinieri di Foodinsider.it, all'interno di un discorso più ampio sullo scarso gradimento che contraddistingue il servizio mensa di alcune zone d'Italia.  Il ragionamento di Paltrinieri è stringente nella sua semplicità: a fronte di una realtà mensa mediocre, fatto di cucine industraili e di alimenti scongelati, lavorati e ricongelati, la richiesta dei genitori di fornire un pranzo alternativo da casa viene naturale. A tal proposito l'assessore parla del 15% di famiglie uscite, a oggi, dal servizio mensa di Torino tra la scuola primaria e la secondaria. Meccanismo differente si instaura, stando a quanto ha riferito Patti, nelle scuole d'infanzia, dove la qualità del cibo sarebbe migliore. «E questo perchè?» si domanda l'assessora. La risposta arriva direttamente dalle cucine. Le scuole d'infanzia infatti dispongono di locali adibiti alla preparazione degli alimenti e perciò possono garantire una qualità più alta del servizio, la quale si riflette in via diretta nel gradimento registrato da parte dei piccoli e delle famiglie. Sul tema della reintroduzione della mensa fresca nelle scuole primarie si è espressa anche la dirigente del servizio alle Politiche Giovanili di Torino, Mariangela Di Piano, la quale la definisce come «una sfida, su cui avremo le idee più chiare entro l'autunno».