16 dicembre 2018
Aggiornato 13:00

Blitz a «Chinatown», stop alle false maglie di lana fabbricate con acrilico

Controllati negozi in corso Unione Sovietica e corso Mortara. La Guardia di finanza ha scoperto una truffa quantificabile in oltre 15 tonnellate di filato acrilico

TORINO - Utilizzavano filati acrilici per fabbricare maglie o maglioni in cui l'etichetta dichiarava che il prodotto era in lana. Così la Guardia di Finanza di Torino ha scoperto una truffa quantificabile in oltre 15 tonnellate di filato acrilico. 

Finta lana venduta nei negozi di Torino
Gli agenti hanno  dapprima controllato alcuni negozi della città, in corso Unione Sovietica e corso Mortara. Questi, tutti gestiti da imprenditori di origine cinesi,  proponevano prodotti con valori di lana ben al di sotto, se non del tutto assente, rispetto a quanto indicato dall'etichetta. L'analisi dei materiali è stata svolta presso il laboratorio chimico «BuzziLab" di Prato. Le successive indagini hanno portato a identificare il fornitore dei capi d’abbigliamento falsi nella zona industriale di Prato. Questo è stato denunciato per frode e rischia sanzioni fino a 5000 euro.

Il laboratorio di «Chinatown»
Nella zona del "Macrolotto", nota come "Chinatown", dato l'alto concentramento di popolazione asiatica, gli agenti della finanza hanno individuato un laboratorio, all'interno del quale sono state rinvenute le 15 tonnellate di filato acrilico in questione. All'interno dello stabile inoltre sono stati ritrovati oltre 15 macchinari. 20000 prodotti tra cartellini ed etichette false e 14000 euro in contanti nascosti all'interno della manica in un maglione. Sanzionati anche gli imprenditori connazionali con attività commerciali in tutto il Piemonte. La colpa? Aver venduto capi la cui etichetta non corrisponde all'effettivo confenzionamento.