17 dicembre 2018
Aggiornato 13:30

Le rive del Po? Una discarica a cielo aperto: situazione drammatica a 3 mesi dall’alluvione

L'eredità dell'alluvione? Non solo i battelli affondati o non recuperati, ma anche chilometri di rive piene di rifiuti e abbandonati al proprio destino
Segni inequivocabili di inciviltà sulle sponde del Po immortalati da Alberto Sachero
Segni inequivocabili di inciviltà sulle sponde del Po immortalati da Alberto Sachero (Alberto Sachero Fotografo)

TORINO - A tre mesi di distanza dall’alluvione che ha colpito Torino e causato l’innalzamento del fiume Po, quello che rimane sulle sponde del nostro fiume principale è uno spettacolo desolante. Non ci riferiamo a Valentina, ormai inabissatasi, o a Valentino, recuperato nelle scorse settimane. Oltre ai battelli e alle barche (vedasi Genna) spiaggiate lungo le rive del fiume, c’è un altro problema che non è passato inosservato ai torinesi e ai turisti che ogni giorno si affacciano sul Po per un momento di relax: le sponde del fiume sono ricoperte da rifiuti. Una vera e propria discarica a cielo aperto.

Dopo 120 giorni la sporcizia è ancora lì
I sacchetti di plastica sono ovunque, così come le bottiglie di plastica e detriti di ogni genere. I rifiuti si fermano sui tronchi, si incastrano in mezzo ai rami portati a valle dalla piena del Po. A Natale qualcuno aveva ironizzato: «Sembrano alberi di Natale, addobbati di rifiuti». Era solo una battuta, l’alluvione se n’era andata solamente da un mese e la speranza che la situazione potesse presto tornare  a livelli di decoro accettabili era più che lecita. Ecco, quando sono ormai passati 120 giorni circa dalla fine del maltempo capace di mettere in ginocchio Torino, tutto è rimasto immutato. Sporcizia ovunque, degrado.

Necessario intervento immediato, ma la responsabilità è anche nostra
Il passare del tempo ha però contribuito a far crescere la rabbia dei residenti e di chi il fiume lo vive tutti i giorni. La Circoscrizione 8 ha chiesto alla Giunta comunale un intervento repentino, in grado di porre fine al degrado imperante sulle sponde del Po. D’altra parte, pensare che a due passi dal Borgo Medievale vi sia una discarica a cielo aperto di immondizia indifferenziata è davvero drammatico, ma il problema è più ampio e riguarda diversi chilometri di rive del fiume. Vi è poi un altro aspetto allarmante, soprattutto dal punto di vista culturale: quella sporcizia è colpa nostra. La responsabilità di quello scempio è di chi ha gettato o abbandonato rifiuti in un fiume o in un torrente, pensando che l’acqua potesse lavare anche la coscienza. Non è così. I disastri che l’essere umano ha provocato sono lì ogni giorno, proprio davanti a noi.