27 maggio 2020
Aggiornato 02:00
Personaggi storici a Torino

Francesco Cirio, il padre delle conserve che fu il re di Porta Palazzo

La famosa azienda Cirio che la tradizione vorrebbe di origini napoletane in realtà nasce a Torino dalla grande intuizione, del suo fondatore Francesco Cirio, e grazie a un innovativo metodo di conservazione

TORINO - La nostra città da sempre è stata la culla di grande idee imprenditoriali in grado di modificare le abitudini e il modo di pensare di tutta l’Italia prima e (spesso) del mondo intero poi. Di particolare interesse in tal senso è il periodo che va dalla metà dell’800 alla fine del XX secolo, periodo durante il quale il capoluogo piemontese funge da vero e proprio incubatore per floride attività imprenditoriali di qualsiasi settore.

L’inizio umile
E’ proprio in questo terreno fertile che Francesco Cirio, nato a Nizza Monferrato nel 1836, fonda la Cirio azienda tuttora leader nel settore delle conserve alimentari. Avete capito bene, nonostante la «leggenda» dei pelati faccia pensare a origini napoletane, in realtà l’azienda fonda le sue radici nella nostra città Torino. Dotato di spiccato fiuto per gli affari il giovane Francesco a soli 14 anni era già attivissimo nel mercato ortofrutticolo di Porta Palazzo, dove oggi esattamente al civico 24 di Piazza della Repubblica è possibile trovare una targa a lui dedicata. Giunta l’ora di chiusura del mercato acquistava i prodotti a un prezzo ragionevole per poi rivenderli successivamente nei quartieri periferici della città a un prezzo più alto.

Il giovane Francesco Cirio

Il giovane Francesco Cirio (© Cirio)

L’intuizione che portò alla nascita dell’azienda
La vera svolta per Cirio arrivò nel 1856 grazie all’avvento di una innovativa tecnica di conservazione la cosiddetta «appertizzazione» (dal nome del suo inventore, il francese Nicolas Apper). La tecnica basata sul sottovuoto e l’eliminazione dei batteri, concetti oggi risaputi ma completamente sconosciuti all’epoca, consisteva nel rimuovere l’aria dai contenitori dopo averli riempiti e sigillati con le conserve mediante bollitura prolungata. La durata del prodotto sottoposto a questo trattamento risultava incredibilmente incrementata.

Da porta palazzo alla «conquista» del mondo
La nuova tecnica di conservazione, superando il problema della deperibilità tipica dei prodotti ortofrutticoli, permise all’appena ventenne Francesco Cirio e all’azienda da lui appena fondata di irrompere nel mercato internazionale saturando la crescente domanda, prima insoddisfatta, di primizie fresche italiane da parte delle principali piazze europee. In pochi mesi grazie anche al suo intuito eccezionale la Cirio divenne così il più importante esportatore agricolo del Piemonte. Il metodo dell’appertizzazione applicato inizialmente solo ai piselli fu lentamente esteso ad altri prodotti fino a giungere al pomodoro, il quale si legò indissolubilmente all’azienda quasi completandone il nome, dopotutto chi non ha mai sentito parlare di pelati Cirio?