8 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Ambiente

Più raccolta differenziata uguale meno smaltimento, Amiat per il futuro ha una nuova sfida

L’obiettivo è quello di estendere il porta a porta in altre zone cittadine ma prima c’è da potenziare il servizio dove l’investimento è già stato fatto. Per il momento sono interessati 435mila torinesi

TORINO - A oggi, dati alla mano, sono 435mila i torinesi coinvolti nella raccolta differenziata porta a porta. In termini percentuali siamo poco sotto la metà dell’intera popolazione di Torino, un risultato raggiunto in 13 anni dall’avvio di questa raccolta definita anche «domiciliare», che prevede la sostituzione dei grandi cassonetti stradali con contenitori di dimensioni più ridotte e carrellati che vengono posizionati all’interno dei cortili o, in alternativa, in pertinenze condominiali: la raccolta vera e propria di Amiat avviene infine secondo uno specifico calendario. Tutto bene fino a oggi. O quasi. Sì, perché in realtà l’obiettivo è quello di estendere il porta a porta in altre zone cittadine (per il momento sono incluse Madonna del Pilone, Borgo Po e Cavoretto, Barca, Bertolla e Regio Parco, Rebaudengo, Falchera, Villaretto, parte di Borgo Vittoria e Madonna di Campagna, Lucento e Vallette, Parella, Borgo Campidoglio, Pozzo Strada, Mirafiori Nord, Mirafiori Sud, Nizza Millefonti e Crocetta), ma prima c’è da potenziare il servizio dove l’investimento è già stato fatto. I dati infatti parlano di una percentuale compresa tra il 53% e il 65% di raccolta differenziata fatta nei quartieri dove il porta a porta è già attivo.

La sfida: «Insegniamo la differenziata»
La nuova sfida di Amiat è chiara: «Il nostro obiettivo oggi è quello di ridurre la quantità di rifiuti pro capite da smaltire», ha detto il presidente Lorenzo Bagnacani, «bisogna riciclare sempre di più e solo dove non si riesce si passa allo smaltimento dei rifiuti, quello che è un male comunque necessario ma residuale. Ai cittadini dobbiamo far capire perché facciamo la differenziata, iniziando da dove abbiamo già investito con la raccolta porta a porta. Torino è in ritardo ma ci siamo presi l’impegno di dare una svolta significativa». Da tempo l’Amiat sta costruendo un percorso con l’amministrazione comunale per diminuire la percentuale di rifiuti smaltiti, che vorrebbe dire un maggior numero di rifiuti riciclati.