22 giugno 2017
Aggiornato 16:13
Cronaca

«Volevo solo curarmi»: l'odissea dei pazienti disabili dell'ASL di via del Ridotto

Continui disagi per gli utenti portatori di disabilita presso l'ASL di via del Ridotto. In arrivo entro l'estate un nuovo elevatore per il superamento delle scalinate

TORINO - Otto scalini per accedere, niente di più semplice penseranno i più: una breve innocua rampa di scale che separa gli utenti dalle sale dell'ambulatorio. Eppure non è così semplice. Se una persona portatrice di disabilità o un qualsiasi anziano con difficoltà motorie volesse entrare nel locale dell'ASL di via del Ridotto dovrebbe infatti servirsi di un elevatore che sì, c'è, ma è inadatto a soddisfare i bisogni di tutti. Il macchinario infatti ha una portata massima di 190 chili e, se si considera il fatto che alcune carrozzine elettriche da sole hanno un peso di quasi 200 chili, va da sé che aggiungendo a questi la mole della persona, si supera di gran lunga il limite massimo tollerato dall'elevatore. 

«Un percorso a ostacoli»
Gli sfortunati pazienti dell'ASL di via del Ridotto devono effettuare quello che è ormai definito, tra gli addetti ai lavori, «un percorso a ostacoli»: la registrazione infatti avviene al civico 3 della via ma l'accesso ai locali è possibile solo passando dal numero 9 di via del Ridotto. Qui gli utenti con difficoltà motorie si trovano di fronte a una nuova scalinata e, di conseguenza, a un nuovo elevatore. Purtroppo anche questo macchinario risulta tragicamente inadeguato: adibito al trasporto massimo di 150 chili, il secondo elevatore conduce inoltre solo fino al primo piano. Per coloro che invece devono raggiungere il secondo piano dello stabile la sfida continua. I pazienti si trovano ora di fronte a un lungo corridoio, al termine del quale, superata una porta, possono accedere all'ascensore di un condominio privato al di fuori dell'ASL. Certo, l'alternativa più allettante, stando così le cose, appare uscire definitivamente dal locale pubblico e recarsi all'ambulatorio privato, dotato di ascensore, parcheggio privato e tutto ciò che serve ai bisogni dei pazienti con disabilità, che si trova a pochi metri di distanza.

Oltre al danno, la beffa
Se poi un paziente, dopo aver superato tutto questo iter paragonabile, per articolazione e difficoltà, a una prova olimpica, trova parcheggiata nel posto auto riservato ai disabili una vettura del personale dell'ASL, il malcontento sale a dismisura. Una disattenzione di questo tipo (fotografata l'ultima volta lo scorso 14 febbraio dal consigliere comunale SIlvio Magliano) aggiunge alle difficoltà oggettive incontrate dagli utenti fino a questo punto, la sensazione di una diffusa disattenzione da parte dell'amministrazione dell'ASL nei confronti delle persone con disabilità. 

Previsioni per il futuro dell'ASL
L'assessore al Welfare del Comune di Torino, Sonia Schellino, dal canto suo, fa sapere di aver preso atto delle problematiche della struttura di via del Ridotto e di aver contattato personalmente l'ASL da cui assicurano che sarà fatto tutto il possibile per evitare che l'increscioso episodio del parcheggio per disabili occupato illegittimamente si ripeta. Per quanto riguarda invece le barriere architettoniche e l'arretratezza delle tecnologie degli elevatori, l'amministrazione del poliambulatorio dichiara che è in programma un trasferimento delle attività dell'ASL in edifici adiacenti e più adatti. Tuttavia, dati i lunghi tempi tecnici di cui queste operazioni di trasloco necessitano, è stata annuncia l'installazione di un montascale o di un elevatore entro l'estate, salvo imprevisti.