8 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Campi Nomadi

Fumi tossici dai campi nomadi, la Città alla Regione: «Monitorare la salute dei residenti»

I fumi tossici respirati in questi 30 anni potrebbero avere conseguenze spiacevoli per la salute di cittadini e lavoratori nel futuro prossimo: ecco perché il Consiglio comunale ha chiesto alla Regione un biomonitoraggio

TORINO - Il Comune di Torino «invita la Regione a biomonitorare la salute di chi vive e lavora nei pressi di uno dei campi nomadi della città». Gli incendi e i fumi fanno sempre più paura: una situazione che si ripete praticamente ogni giorno tra le proteste dei residenti esasperati. C’è infatti chi respira inquinamento da 30 anni e le cui condizioni di salute potrebbero essere in pericolo. Da qui la richiesta di biomonitorare la salute di un campione di cittadini residenti in aree adiacenti le baraccopoli torinesi e di confrontarlo con un campione di residenti in aree più lontane dai roghi tossici.

Residenti e lavoratori, i rischi per la salute
Il progetto prevede l’installazione di stazione di rilevamento, come già accade in piazza Rebaudengo, valutando inoltre la possibilità di predisporre sul sito del Comune e delle Circoscrizioni in cui sono presenti i campi, una pagina web con il riepilogo delle concentrazioni rilevate. Un problema che ovviamente riguarda anche i lavoratori: dai dipendenti del canile di via Germagnano sino agli operatori dell’Amiat, sono tante le persone che ogni giorno e per diverse ore «respirano inquinamento». Quali sono le loro condizioni di salute? Senza creare allarmismi, la preoccupazione è reale e lo testimonia il provvedimento che impone agli operatori della polizia municipale di operare per un massimo di due ore all’interno del campo nomadi di via Germagnano ogni turno. Non un minuto di più.

Perché è importante il biomonitoraggio
Monitorare la salute di chi vive e lavora vicino ai campi nomadi è un procedimento che viaggia di pari passo al superamento di quest’ultimi, non si sostituisce. Così come nel caso dell’amianto e di altre sostanze tossiche infatti, gli effetti degli inquinanti respiranti respirati fino a oggi saranno visibili solamente tra molti anni. Senza creare allarmismi, la preoccupazione è reale e lo testimonia il provvedimento che impone agli operatori della polizia municipale di operare per un massimo di due ore all’interno del campo nomadi di via Germagnano ogni turno. Non un minuto di più. Biomonitorare oggi la salute dei cittadini, consentirà di prendere piccoli accorgimenti nell’immediato e migliorare la situazione in attesa di una soluzione che dia finalmente la possibilità a residenti e lavoratori di tornare a respirare aria pulita.