28 ottobre 2020
Aggiornato 00:30
Storie di Torino

Calcio? No, grazie: quando allo Stadium i cacciatori correvano dietro ai cinghiali

Un bosco al posto del campo, palloni sostituiti da fucili e loro, i protagonisti dell’evento: cacciatori e cinghiali. Per conoscere questa storia di Torino dobbiamo fare un salto indietro nel tempo di… 90 anni

TORINO - Immaginatevi la scena: uno stadio gremito nel cuore di Torino. 40.000 spettatori urlanti sugli spalti a godersi lo spettacolo. In campo? Cacciatori contro cinghiali. Chi si aspettava una partita della Juventus o del Torino rimarrà deluso: un tempo ad affrontarsi non erano i calciatori, ma uomini contro animali. Il campo verde, con le sue linee geometriche, le porte e le reti, sostituito da un boschetto fitto e prati. E’ una storia vera, è successo realmente ma per raccontarvela dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, nella Torino del 1926.

Allo Stadium rappresentazioni e spettacoli
Lo Stadium, impianto inaugurato ne 1911 in occasione dell’Esposizione Universale e del 50° anniversario dell’Unità d’Italia, fu uno dei più grandi impianti sportivi al mondo. Edificato dove oggi è presente il Politecnico, in corso Duca degli Abruzzi, ospitò pochissime partite di calcio. Cinque per la precisione: due di Juventus e Torino, tre della Nazionale di calcio. Fino al giorno della chiusura (1938), la struttura venne pressoché utilizzata per organizzare manifestazione, spettacoli teatrali e rappresentazioni. La più curiosa di tutte? La battuta di caccia svoltasi in una domenica di settembre del 1926 tra cacciatori e cinghiali. Sei cinghiali dal pelo rossiccio e due grossi neri

Cacciatori, cinghiali e l'intervista agli animali
Nel campo venne allestito un boschetto molto fitto, con macchie di arbusti, prati e cespugli. I cacciatori, vestiti con i costumi regionali, si dedicarono all’arte venatoria cacciando alcuni esemplari di cinghiali fatti arrivare appositamente in città. I cenni di quest’evento sono presenti in un articolo de La Stampa che contiene una bizzarro (ma geniale) intervista dove i giornalisti conversano idealmente con i malcapitati protagonisti della battuta: i cinghiali. «Allo Stadium, il più grande fabbricato del mondo, si sta piantando una foresta dove incontreranno cacciatori con il fucile. Dopo un lungo grugnito, l’animale ci ha voltato la parte opposta alla testa ed è andato a rimpiattarsi in fondo alla gabbia. L’intervita era finita, poiché al nostro ‘arrivederci all Stadium’ non ha più voluto risponderci…(QUI l'articolo completo)". Ovviamente la battuta di caccia si concluse con l'abbattimento di tutti gli animali, un epilogo impensabile al giorno d'oggi. Anche questa storia, come molte cose della Torino del passato, rappresenta ormai un lontano ricordo: quanti di voi erano a conoscenza di questo incredibile evento?