26 ottobre 2020
Aggiornato 22:00
Cronaca

«Chi darebbe fiducia a una coppia gay?», lo sfogo sui social dopo aver perso la casa dei sogni 

Coppia omosessuale di Torino non riesce a trovare casa: dietro ai rifiuti delle agenzie immobiliari aleggia l'ombra della discriminazione.

TORINO -  Stanno cercando casa insieme, Simone Schinocca e Michele Iezza, entrambi assunti a tempo indeterminato, entrambi referenziati. Il sogno di ogni affittuario? Pare che non sia così. La giovane coppia infatti si trova di fronte al secondo rifiuto comunicatogli dall'agenzia immobiliare. La prima volta, spiegano in un post apparso su Facebook, avevano presentato la loro proposta di prima mattina, per non rischiare di perdere un bell'alloggio in via Cibrario, ma l'appartamento sarebbe stato dato a un'altra coppia con garanzie migliori delle loro. I due non avevano dato particolare peso alla cosa: «In fondo ognuno è libero di dar casa propria a chi vuole» scrive Simone. Il secondo rifiuto invece spiazza e ferisce maggiormente. L'agente immobiliare infatti avrebbe spiegato alla coppia che la proprietaria dell'alloggio sarebbe stata categorica: vuole dare l'appartamento a una famiglia.

Il post rimbalza su Facebook
L'amarezza dei giovani fa in breve tempo il giro dei social e arriva sulle bocche delle istituzione cittadine. La proprietaria dell'alloggio, prosegue a raccontare Simone, avrebbe affermato di volere qualcuno che stia a lungo nell'appartamento. A poco varrebbe il fatto che nell'alloggio precedente l'uomo abbia passato 8 anni della sua vita, la decisione sembra presa irrevocabilmente. Eppure il dubbio e la delusione permangono: «Continuo a pensare che ognuno la propria casa la dà a chi vuole», si sfoga Simone, «ma due volte a distanza di poco lascia grande tristezza addosso. Capita in una 'zona bella' di Torino. Capita oggi 2017. In un paese che ha (finalmente) le Unioni Civili». Il vice presidente del Consiglio Regionale, Nino Boeti commenta amareggiato: «Ma si può ancora discriminare sulla base degli orientamenti sessuali, peraltro dopo l’approvazione della legge sulle unioni civili? Ognuno naturalmente è libero di affittare la casa a chi vuole, ma è davvero sconfortante il fatto che su questi temi non si riesca a fare un passo in avanti».

«La discriminazione non è un concetto astratto»
Dal fatto in sé la questione è migrata sul campo ideologico e la coppia finisce inevitabilmente per domandarsi se dietro a questi rifiuti aleggi un problema di discriminazione legato al loro orientamento sessuale. «Facile dire uguaglianza?» tuona Simone dal pulpito di Facebook, «ma poi alla messa alla prova chi affitterebbe, chi darebbe fiducia a una coppia gay, a una coppia straniera, a una persona di colore... così come quaranta cinquanta anni fa non si 'fittava ai meridionali' come raccontava mio padre. Per un po' cancello le app di ricerca di una casa... in fondo una casa ce l'abbiamo».