27 maggio 2020
Aggiornato 02:00
San Simone

Amaro San Simone, il liquore di origine farmaceutica creato dai monaci in via Garibaldi

La bevanda alcolica, prodotta originariamente in una farmacia, è ottenuta da 34 piante ed erbe. Ha una storia secolare e ogni torinese che si rispetti l’ha bevuta almeno una volta

TORINO - Sapore delizioso, proprietà benefiche e una storia curiosa e secolare. Di cosa stiamo parlando? Dell’Amaro San Simone, una delle bevande alcoliche più amate dai torinesi. Sotto la Mole, praticamente chiunque l’ha bevuto, ma in pochi sanno che l’amaro che oggi «chiude» cene con parenti e amici o accompagna momenti di relax di migliaia di persone, in realtà ha origini… farmaceutiche.

Amaro San Simone: la storia tra monaci e farmacie
Per conoscere le origini e cosa ci sia dietro la nascita del San Simone, dobbiamo fare un salto nel passato di centinaia di anni e spostarci in via Garibaldi. O meglio, via Dora Grossa: era questo il nome della strada che oggi collega piazza Statuto a piazza Castello ed è proprio qui che aveva sede una confraternita di monaci esistita a Torino nel XVI secolo. Secondo quanto si tramanda, furono loro a creare quella che, in origine, era una bevanda depurativa ottenuta da piante, erbe, frutti e radici. La ricetta originale venne ritrovata negli archivi dell’Antica Officina Farmaceutica San Simone all’inizio degli anni ’50: non parliamo dell’amaro attuale, ma di una bevanda a uso prettamente farmaceutico. Ne è la prova il fatto che, in un primo momento (a partire dagli anni ’60), il San Simone venne destinato solamente alle farmacie e non ai negozi.

L’Amaro San Simone oggi
Il legame con il passato è presente nella tradizione e nella cura con cui l’amaro viene prodotto ai giorni nostri. L’azienda che lo produce infatti ha voluto assolutamente mantenere invariati i fornitori e i modi di lavorazione ma è utile sottolineare come il San Simone sia oggi un ottimo liquore e non più un medicinale. L’attuale bevanda viene prodotta a due passi dallo Juventus Stadium, in via Caltanissetta. La bottiglia è sempre la stessa, inconfondibile e riconoscibile ovunque: 70 cl, etichetta nera/dorata e uno stemma rosso. La gradazione alcolica dell’amaro è di 26° e pertanto, se assunto in dosi moderate e consapevolmente, risulta sempre piacevole al gusto e accettabile per lo stomaco. 

Tradizione torinese e gusto: semplicemente l'amaro San Simone
Quello che rende unico, soprattutto per noi piemontesi, il San Simone è l’ingrediente speciale: la tradizione. Quella che con la «T» maiuscola. Sì, perché il ciclo di produzione dell’amaro avviene praticamente tutto nel territorio torinese. Dall’imbottigliamento alla macerazione delle erbe, passando per la ricerca di quest’ultime: le erbe e le piante sono 34 e provengono prevalentemente dal Piemonte. Un buon motivo per essere orgogliosi del liquore che, nel corso dei secoli, è stato tramandando nel tempo ed è arrivato sino ai giorni nostri. L’amaro San Simone, la bevanda alcolica creata dai monaci e amata dai torinesi.