25 giugno 2017
Aggiornato 22:30
Storie di Torino

Sanguis e il secolare mistero delle parole inglesi nel dialetto piemontese

Una curiosità che probabilmente pochi di voi hanno notato, ma che mostra quanto sia “antica” l’influenza delle culture estere

L'annoso mistero delle parole inglesi nel dialetto piemontese (© )

TORINO - Oggi con la globalizzazione, l’avvento di internet, dei social o anche solo più semplicemente dei voli low cost è sempre più facile girare il mondo, vedere nuovi posti e incontrare nuove culture. Tutto questo ha piano piano fatto si che l’intera nostra quotidianità si evolvesse a seguito delle influenze portate da questi nuovi «mondi». Un fenomeno evidentissimo è per esempio la «naturalizzazione» delle parole di derivazione straniera (generalmente inglese) come «jeans», «computer» o ancora «smartphone». Ma veramente questa mutazione linguistico-culturale è un’esclusiva del nostro tempo? Se credete che la risposta sia inequivocabilmente si, vi sbagliate e non poco!

Dal «sanguis» al «chiclets»
Sebbene sia indubbio che grazie al mondo 2.0 la tendenza ad inglobare termini stranieri abbia subito una netta accelerata, è però anche vero che tracce di influenze nella lingua sono visibili da sempre e proprio il dialetto piemontese ne è un esempio. L’emblema per eccellenza di questo mix linguistico è il «chiclets» termine di quasi esclusivo uso torinese che (come certamente saprete) significa gomma da masticare. Altra parola curiosamente simile all’equivalente inglese è «sanguis» e cioè il panino o per meglio dire sandwich («mangiamo un panino» «mangiuma ‘n sanguis»).

Varianti familiari
Gli influssi anglosassoni non si fermano qua e addirittura nella stessa Torino variano molto da famiglia in famiglia. Alcuni per esempio per dire «in questo posto qui» oltre che il tipico «’n qust post si» (scritto come si pronuncia) usavano «’n tis post si» dall’inglese «this» e cioè «questo». Altri ancora andando a dormire dicevano «’nduma a slip» anche qui direttamente dall’inglese «to sleep» «dormire», altri per dire «il cielo è sereno» dicevano «al ciel a lè sclint» dall’inglese «is clean» «è pulito». La lingua è quindi da sempre in continua evoluzione e chissà quali altre curiosità nasconde e ci riserverà nel futuro. Nel dubbio io mangio un «sanguis», bevo un «cichet» e mastico un «chiclets»!