19 settembre 2021
Aggiornato 01:30
Fassino attacca Appendino

Fassino contro Appendino: «Contrapporre asili a cultura è demagogico, a rischio il futuro di Torino»

L'ex sindaco ha criticato apertamente la scelta di tagliare i fondi alla Cultura: «Significa compromettere quanto si è costruito in questi anni e mettere seriamente a rischio il futuro di Torino»

TORINO - Piero Fassino attacca duramente Chiara Appendino. L’ex sindaco non sembra aver apprezzato la manovra con cui la prima cittadina e la sua Giunta hanno approvato il bilancio preventivo del 2017. A mandare su tutte le furie Fassino è la sforbiciata di 5,8 milioni alla Cultura, fiore all’occhiello della precedente amministrazione, e la motivazione con cui la sindaca ha spiegato la scelta: «Spostare quelle risorse alla Cultura voleva dire togliere 600 posti negli asili nido. Avessimo avuto le stesse risorse dello scorso anno non avemmo dovuto fare questi tagli». 

Asili e cultura i temi della discordia
Piero Fassino non ci sta e, vestiti i panni da consigliere comunale d’opposizione, affida a Facebook una risposta piuttosto pepata: «Sostenere che si tagliano i fondi alla cultura per evitare di chiudere degli asili è un’affermazione demagogica, preoccupante e dannosa. Non sta scritto da nessuna parte che l’unico modo per finanziare la cultura sia chiudere gli asili». Insomma, due argomenti troppo distanti concettualmente per essere così legati. Nonostante Appendino abbia affermato come la sua Giunta farà ogni sforzo necessario per riportare alla Cultura risorse extra budget, Fassino non si capacita del taglio effettuato e attacca: «Non è credibile che in un bilancio di oltre un miliardo non sia possibile recuperare 6 milioni per mantenere alla cultura le sue risorse». Quello che l’ex sindaco contesta alla prima cittadina è la visione della cultura come lusso superfluo, come prima voce da tagliare in caso di esigenza.

Fassino-Appendino, querelle infinita
La battaglia si gioca a colpi di dichiarazioni, post su Facebook, tweet e accuse sibilline. Appendino, dopo aver approvato il bilancio preventivo, aveva rivolto una precisa richiesta al Governo con una fermezza raramente vista in passato: «Abbiamo sollecitato il Governo perché ci restituisca i 61 milioni che ci deve». Anche in questo caso Fassino aveva risposto sottolineando come la cifra pretesa dalla sindaca sia frutto dell’operato dell’amministrazione PD. Insomma, una querelle praticamente infinita. Tornando alla cultura, pare evidente come la visione dell’attuale amministrazione sia diametralmente opposta rispetto a quella portata avanti dall’amministrazione Fassino. Solo il tempo dirà chi avrà fatto meglio. L’ex sindaco, in conclusione, lancia un monito: «Tre ministri alla Cultura hanno parlato di modello Torino. Tagliare sulla cultura significa compromettere quanto si è costruito in questi anni e mettere seriamente a rischio il futuro di Torino». Una bordata non da poco. Pugilisticamente parlando, un montante rivolto alle decisioni di Chiara Appendino.