13 agosto 2020
Aggiornato 14:00
Cronaca

Più di 4 milioni di euro dall'Europa per riqualificare la città: i cittadini diranno la loro

Calcio di inizio per il nuovo progetto di riqualificazione urbana che parte dai cittadini: con "Co-city" l'amministrazione Appendino intende rigenerare le aree verdi, gli edifici e gli spazi pubblici abbandonati puntando tutto sul dialogo con la comunità

TORINO - «Coesione sociale», «contrasto alla povertà» e «collaborazione» queste le parole d'ordine del nuovo progetto di sviluppo urbano promosso dalla Città di Torino. "Co-city" è uno dei 18 vincitori del programma europeo Urban Innovative Actions e mira alla promozione di spazi urbani comuni attualmente in disuso o sottovalutati. Un progetto innovativo che usa una sensibilità tutta nuova e fa del dialogo con i cittadini il suo primo movens. Co-city sarà presentato ufficialmente il 31 marzo a partire dalle 9.30 presso l'ex Incet di Torino.

Quattro milioni di euro dai fondi europei
Il bando, a cui hanno partecipato 378 città da tutta Europa, ha garantito alla città di Torino un fondo di circa 4 milioni e 100 mila euro da investire in opere di sviluppo urbano, a cui si aggiunge circa 1 milione di euro derivati dal cofinanziamento dei partner: Unversità degli studi di Torino, Anci, Fondazione Cascina Roccafranca e ovviamente Città di Torino. Il progetto si snoderà su tre assi principali: in primo luogo si agirà su edifici attualmente in disuso, al fine di riqualificarli e poterli utilizzare per nuove attività. Secondariamente si guarderà a luoghi pubblici "sottovalutati", ricadranno in questa categoria scuole, uffici e altri servizi di genere pubblico. Infine i fondi saranno stanziati per la cura di aree verdi, a oggi, non adeguatamente valorizzate.

Dialogo tra cittadini e amministrazione
Il punto di forza del progetto, spiegano la sindaca Chiara Appendino e l'assessore Marco Giusta, durante la conferenza di presentazione di Co-city, sarà il nuovo tipo di interazione tra amministrazione e cittadini. Si intende superare il meccanismo autoritario e passivo per cui il cittadino chiede e l'amministrazione, più o meno celermente, risponde. E come farlo? In questo senso giocheranno, e stanno giocando fin d'ora, un ruolo fondamentale le Case di Quartiere, anello di congiunzione metaforico tra cittadini e istituzioni comunali. Queste informeranno innanzitutto i cittadini sulle potenzialità del progetto, collaborando così alla formazione di una comunità più attiva e consapevole e accompagneranno gli utenti durante tutto il processo di creazione dei Patti di collaborazione (strumento previsto dal Regolamento Beni Culturali). Fondamentale in quest'ottica di dialogo sarà anche il contributo dell'Università degli Studi di Torino che fornirà strumenti tecnologici e giuridici pensati ad hoc per le esigenze della comunità. La piattaforma social FirstLife, ad esempio, si colloca esattamente in quel piano innovativo che vuole favorire la comunicazione tra cittadini e pubblica amministrazione.

Parla la sindaca: «Non esistono cittadini di serie B»
«Sì sì, la riqualificazione sarà in piazza Vittorio o giù di lì, non di certo qui», così un cittadino in circoscrizione VI all'assessore Giusta. A proposito di questo diffuso scetticismo interviene direttamente Appendino e parla in merito alla fragilità delle aree a rischio della città. Il lavoro sulle periferie non sarà solo fisico, spiega la sindaca, si agirà anche sull'aspetto "esistenziale" delle periferie, sulla qualità della vita e sulla creazione di opportunità per tutti: «Non esistono cittadini di serie B» afferma la sindaca e sottolinea come al progetto Co-city viaggia di pari passo con «AxTo-Azione45»:almeno un luogo tra quelli segnalati dalle otto Circoscrizioni sarà inserito nell'ambito del progetto europeo.