24 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Carabinieri

In un garage di Collegno la centrale di rifornimento degli spacciatori di Torino

Un'operazione divisa in due fasi ha permesso ai carabinieri di arrestare otto spacciatori. A pochi chilometri da Torino si trovava la struttura in cui transitava e veniva raffinata, lavorata e confezionata la droga venduta in tutta la città

TORINO - I carabinieri della sezione antidroga del Nucleo Investigativo hanno arrestato cinque persone, di età comprese tra i 27 e i 46 anni, ritenute responsabili di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti al termine di un’attività investigativa iniziata nel giugno dello scorso anno e che ha già permesso di sequestrare 28 chilogrammi di sostanza stupefacente e un milione di euro in contanti. Droga che, è stato accertato in una prima fase dell’operazione nel 2015, era destinata alla vendita da strada da Barriera Milano fino a Moncalieri, passando da San Salvario e Mirafiori.

L’operazione dei carabinieri
L’attività si è svolta in due fasi. Nella prima, durata da ottobre 2015 a giugno 2016 e conclusasi con tre arresti, i militari dell’Arma avevano fatto un blitz in un garage ubicato a Collegno trovando cocaina, eroina, marijuana e hashish, una macchina conta-banconote, due autovetture, 30 telefoni cellulari, una pressa idraulica e otto bilancini di precisione. Dalla conta degli involucri vuoti i militari avevano accertato che nel locale erano transitati da poco almeno 270 chili di cocaina, per un valore di oltre 27 milioni di euro. Il denaro era pronto per essere investito in un'altra partita di droga. Nella seconda fase è stato dimostrato come il gruppo criminale gestisse una rete dedita all’importazione di sostanze stupefacenti, sfruttando le rotte del narcotraffico internazionale e come rifornisse il capoluogo piemontese sino ai livelli di vendita al dettaglio più bassi, con un volume di stupefacente del solo tipo cocaina stimato durante le indagini in 70 chilogrammi di sostanza purissima.

Gli operai della droga
Partendo da diversi arresti effettuati nelle zone della movida torinese, i carabinieri hanno individuato una fitta rete di senegalesi distribuiti su tutta la città che rifornivano i pusher. Potrebbero essere oltre cento gli «operai della droga» distribuiti sul territorio. Per impastare la cocaina, che poi veniva nascosta nei sacchi del cemento per il trasporto al garage dove veniva raffinata, lavorata e confezionata  La banda utilizzava, molto probabilmente, una piccola betoniera, mentre per le comunicazioni il modus operandi era ben collaudato e consisteva nel cambiare spesso cellulare e sim, intestate a prestanome, e utilizzando un software di criptazione. per le comunicazioni al fine di eludere eventuali intercettazioni nei loro confronti.

La droga sequestrata
Nel corso dell’attività i carabinieri hanno sequestrato 10.6 chilogrammi di cocaina, 1.7 chilogrammi di eroina, 13.6 chilogrammi di hashish, 0.9 chilogrammi di marijuana, 20.8 chilogrammi di sostanza da taglio e quasi un milione di euro in contanti.