7 aprile 2020
Aggiornato 23:30
Cronaca

«Mi hanno licenziato», la triste storia dell'operaio malato di Parkinson 

Si ammala di Parkinson tre anni fa, dopo il calvario di visite mediche e terapie, vuole tornare a lavoro ma l'azienda dice no

TORINO - E' già sulla bocca di tutti la storia di Franco Minutiello, il cinquantanovenne di Courgnè che, dopo essersi ammalato di Parkinson, ha ricevuto la lettera di licenziamento dell'azienda per cui lavorava. Una storia complicata che vede da un lato l'avanzare della malattia, le visite mediche, l'andirivieni dagli ospedali e, dall'altra, l'impossibilità dell'azienda di proseguire con il contratto.

Chi è Franco Minutiello?
Minutiello è, o meglio era, un operaio della Teknoservice, società che si occupa della raccolta rifiuti del Canavese. Dal 2013 l'uomo lavorava con dedizione alla guida del camion dell'immondizia dell'azienda, compito che ha continuato a svolgere anche dopo aver scoperto la sua malattia nell'ottobre del 2014. I tremori infatti iniziano a manifestarsi tre anni fa e da allora la vita di Minutiello cambia. Iniziano le visite, le terapie e, inevitabilmente, le assenze dal lavoro. Una volta stabilizzatosi l'uomo propone un reinserimento con l'applicazione della legge 104 comma (un part time di sei ore, per cui due vengono pagate dall’Inps e le altre 4 dal datore di lavoro). A questo punto allora la Teknoservice richiede la perizia del medico dell'azienda e questa non lascia spazio a interpretazioni: «licenziato perchè inabile al lavoro».
 
Poco più di un anno alla pensione
L'ironia della sorte sta nel fatto che a Minutiello non viene assegnata una disabilità assoluta ma non sarebbe comunque più in grado di svolgere le mansioni previste dal suo contratto (sebbene l'uomo continui a guidare la sua macchina privata). Si aggiunge poi il fatto che all'uomo mancherebbe poco più di un anno per poter andare in pensione proprio a causa della sua invalidità. Minutiello però non ci sta a vivere con una pensione di 500 euro al mese, vuole continuare a lavorare e considera ingiusto il trattamento che gli è stato riservato.

La risposta della Tecknoservice
La risposta della Teknoservice di Piossasco, non si fa attendere. Alberto Garbarini, direttore dell'azienda, comunica che attualmente all'interno della società ci sono trenta lavoratori con disabilità e non sono disponibili mansioni da svolgere per un'altra persona malata. Aggiunge inoltre che un dialogo maggiore tra lavoratore e azienda non avrebbe portato a questa situazione. Pare infatti che l'operaio non si sia presentato a entrambe le udienze di conciliazione, luoghi in cui sarebbe stato possibile accordarsi per un diverso finale di storia. Il caso passa dunque in Tribunale perchè Minutiello non ci sta e rivendica il suo diritto al lavoro.