22 giugno 2021
Aggiornato 13:00
Enpa-Giannuzzi

Il Comune taglia 245mila euro al canile, botta e risposta al veleno tra l’Enpa e l’assessora

L’assessora Giannuzzi attacca l’Enpa: «Toni inaccettabili, trasformiamo il canile da ricovero a centro di Cultura»

TORINO - Prima il taglio, poi le polemiche infinite. In ballo c’è il futuro di tanti, tantissimi amici a quattro zampe: i cani. Da una parte l’assessora all’Ambiente, Stefania Giannuzzi, dall’altra l’ente nazionale per la protezione degli animali, l’Enpa. La diatriba si gioca sul taglio di 245mila euro operato dall’amministrazione torinese a fronte degli 1,3 milioni di euro previsti dal contratto triennale di servizio. Un taglio lecito, perché previsto da una clausola, ma che stupisce per modalità in quanto eseguito a una sola settimana dopo la sottoscrizione del contratto.

Giannuzzi: "Toni inaccettabili da Enpa"
L’Enpa non ha gradito e ha espresso il proprio sdegno apertamente. I toni non sono affatto piaciuti all’assessora Giannuzzi, che ha replicato duramente: «Il tono sollevato dall’Enpa ha raggiunto livelli inaccettabili, con insulti gratuiti rivolti alla Giunta e insinuazioni pesanti sulla presunta volontà di infierire sugli animali ospiti della struttura. Una riduzione di un quinto del contributo era peraltro previsto tra i punti del contratto e a fronte dell’invito a verificare insieme la contabilità per trovare le soluzioni ottimali non abbiamo ottenuto risposta».

L'opposizione attacca: "Appendino tagli anche sui cani"
Un taglio che già negli scorsi giorni aveva fatto insorgere l’opposizione: «L’amministrazione Appendino taglia pure sui cani», la posizione di Enzo Lavolta, vicepresidente della Sala Rossa. L’ex assessore ha puntato il dito contro il cambio di posizione dei 5 Stelle, che anni fa si indignarono per un presunto taglio di 60.000 euro. Giannuzzi si difende e spiega: «Il canile è solo l’ultima possibilità da considerare, è solo un’azione preventiva. Possiamo intraprendere azioni di comunicazione più incisive, volte a favorire l’adozione di tipologie di cani ‘poco attraenti’ o per intervenire dove l’abbandono è più frequente. Trasformiamo il canile da ricovero a centro di Cultura». L’obiettivo è quello di diffondere la cultura e il rispetto per gli animali che vivono in città, come i gatti delle colonie feline. 

Giannuzzi: "Vogliamo costruire un percorso e uscire dal canile"
Temi condivisi con Enpa. La frizione tra assessorato e ente nazionale per la protezione degli animali rimane evidente, tanto da spingere l’assessora Giannuzzi a rivolgere un messaggio preciso e inequivocabile: «Invitiamo dunque l’Enpa a costruire con noi questo percorso e a uscire dal canile, superando la polemica e mettendosi in gioco nel comune interesse della costruzione di una città a misura di cani, gatti e altri animali, cittadini anch’essi con propri diritti».