18 agosto 2019
Aggiornato 03:30
Indagini dei carabinieri

Da imbianchino a tassista per prostitute: «Faccio 3mila euro al mese, perché dovrei lavorare?»

Conosciuto da tutti come «Dino il tassista», 48 anni, i Carabinieri hanno scoperto che era il tuttofare delle prostitute della zona Sud di Torino e quelle di Collegno. Non solo trasportava le ragazze da casa a «lavoro», affittava loro la sua casa e riforniva i clienti di droga.

TORINO - «Molto meglio fare questo che l’operaio. Questo non è un lavoro né onesto né disonesto». Così parlava ad amici e parenti di quello che faceva tutte le notti Dino S., conosciuto da tutti i clienti come ‘Dino il tassista’ nonostante la licenza non ce l’avesse, ma poco importava. Era lui il quarantottenne che portava ogni sera diverse di prostitute sul ‘posto di lavoro’ e che poi all’alba le riaccompagnava a casa. Il tutto per soldi, tanti soldi, oltre 3.000 euro al mese. A scoprire l’attività dell’uomo, un ex imbianchino e operaio, sono stati i carabinieri della Compagnia di San Carlo nell’indagine che ha portato allo smantellamento di un gruppo criminale dedito allo spaccio di droga e allo sfruttamento della prostituzione nella periferia Sud di Torino e a Collegno.

Dino l’affitta abitazione e il corriere della droga
Il tassista non si limitava però a trasportare le ragazze con la sua Fiat Punto. Per aumentare ancora di più il guadagno affittava anche la propria abitazione nelle ore notturne alle ragazze che gliela chiedevano per portarsi i clienti, con tanto di lenzuola, asciugamani puliti e preservativi e, per un servizio completo, forniva anche la droga per chi voleva andare oltre. Le sue tariffe andavano dai 50 euro per l’utilizzo di una notte della sua abitazione a oltre mille euro al mese per i passaggi in auto. E non disdegnava fare sconti in cambio di prestazioni sessuali con le ragazze.

Lavoro ereditato da uno straniero
Il ‘tassista’ aveva ereditato questo lavoro da uno straniero che, per motivi personali, aveva dovuto smettere. L’opportunità di guadagnare bene, tutto in nero, faticando molto meno che imbiancando muri di casa, è stata un’occasione troppo ghiotta che non si è fatto scappare. Peccato per lui però che fosse completamente illegale perché sfruttamento della prostituzione. «Ma chi me lo fa fare di andare a spaccarmi la schiena per dieci ore al giorno per 50, 60 euro? Tanto li guadagno lo stesso in questo modo, anzi di più».