17 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Bilancio Comune di Torino

Nuovi centri commerciali e supermercati in città, 44 milioni nelle casse del Comune

Saranno più di dieci le nuove strutture a Torino in cui si farà la spesa e lo shopping. L’annuncio è stato dato dal vicesindaco Guido Montanari che ha però aggiunto: «Stiamo parlando di progetti, a parte uno, nati con la precedente amministrazione»

TORINO - Manutenzione ordinaria di strade, infrastrutture, verde pubblico, servizi educativi e quant’altro faccia parte della spesa corrente. Questo è il destino dei 44 milioni di euro che il Comune di Torino incasserà con i nuovi piccoli e grandi supermercati e centri commerciali che sorgeranno a Torino. La sorta di dietrofront l’ha annunciata direttamente il vicesindaco Guido Montanari, l’assessore all’Urbanistica che era stato soprannominato «signor no», contrario ai grandi centri per la spesa e per lo shopping come tutto il Movimento 5 Stelle, e che invece ha parlato delle nuove costruzioni in arrivo in città. In totale sono oltre una decina e su questi le casse comunali si riempiranno.

I tre grossi centri commerciali
Degli oltre 10, sono 3 i centri commerciali più grandi e più «ricchi» degli altri. Il primo è l’Esselunga che sorgerà nell’area ex Westinghouse che porterà in dote 4,2 milioni di euro. Seguono il Bricoman in corso Romania (1,8 milioni di euro) e Novacoop in via Botticelli (875mila euro).

Quelli più «piccoli»
Oltre alle tre strutture più grandi, nel futuro di Torino c’è la nascita di altri supermercati più piccoli, quelli che arrivano a 2.500 metri quadrati. Tra questi c’è il Lidl di corso Bramante che porterà 10 milioni di euro come contributo per la riqualificazione e per la costruzione, diverse strutture del gruppo Dimar, come quella nello Scalo Vanchiglia da 800mila euro, sull’area Bertolamet da 4 milioni di euro, in via Baltimora da 750mila euro, corso Grosseto e via Orbetello per 2 milioni di euro totali. E poi ancora altri, per un totale di 44 milioni di euro che entreranno nelle  casse comunali.

«Progetti nati con la precedente amministrazione»
Il vicesindaco Montanari ha la risposta pronta per chi lo accusa di fare ciò che contestavano durante la campagna elettorale, cioè i grandi centri commerciali che si «mangiano» i piccoli venditori. «Non sono io ad aver inaugurato questa prassi di finanziare la spesa corrente con gli oneri di urbanizzazione, anzi, vorrei proprio che non fosse così», ha detto, «ma stiamo parlando di progetti, a parte uno, nati con la precedente amministrazione. L’utilizzo degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente è una deriva avviata dal Governo Prodi e Berlusconi, che hanno dato questa possibilità ai Comuni».