20 maggio 2019
Aggiornato 21:00
Cronaca

L'attacco alla Regione diventa virale sui social, Chiamparino: «I fondi servivano per i danni dell'alluvione»

Dalla Regione Piemonte non arrivano i fondi promessi al comprensorio scistico di Mondolè e la protesta trova libero sfogo sui social

TORINO - Non ci stanno quelli di Mondolè, comprensorio sciistico che include le tre stazioni di Artesina, Prato Nevoso e Frabosa Soprana, a veder sfumare così i finanziamenti promessi loro dalla Regione Piemonte. A nulla è valso l'intervento dello stesso presidente, Sergio Chiamparino, la loro furia sembra inarrestabile e trova libero sfogo sui social. 

Il post da 200mila view
Il post con la scritta a lettere gialle «Non siamo di serie B», è on line da giovedì ma è subito diventato virale. In meno di 24 ore ha raggiunto il traguardo delle 200mila visualizzazioni, fiumi di commenti e condivisioni a non finire. Dalla didascalia del post apparso su Facebook si alza un grido rivolto direttamente alla Regione Piemonte «CI AVEVAMO CREDUTO e adesso la REGIONE CI HA TRADITI!!!». Alle critiche, ha risposto personalmente il presidente Sergio Chiamparino.

Cos'è successo?
«La regione, lo scorso anno ci aveva promesso, anzi, GARANTITO una cifra importante per grandi investimenti» attaccano dalla piste e invece i fondi non si sono visti. La prima tranche di un finanziamento che, nelle previsioni, doveva essere di 35mila euro non è mai arrivata nel cuneese. Chiamparino giustifica la scelta fatta nel bilancio in seguito ai fatti dell'alluvione di novembre. Pare infatti che dalla Regione abbiano reputato più urgente destinare 10 milioni ai luoghi danneggiati a causa delle piogge dello scorso anno piuttosto che alle piste da sci. Il presidente della Regione tuttavia ha teso una mano alle stazioni sciistiche, parlando di due importati progetti imprenditoriali che verranno lanciati a breve e andranno a vantaggio anche delle piccole stazioni del cuneese. Queste però hanno perso ogni fiducia e proseguono ad attaccare: «Vogliono fare chiudere le stazioni del cuneese? Non vogliono permetterci di crescere come vorremmo??? No!!! Non ci riusciranno...»