8 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Storie di Torino

Villaggio Leumann, un luogo in cui il tempo si è fermato alle porte di Torino

Quando un villaggio industriale incontra il fascino dello stile liberty nasce il Villaggio Leumann, uno splendido esempio di come il tempo si sia fermato appena fuori Torino 

TORINO - C'è un bel viale alberato, una chiesetta, la scuola, l'ufficio postale, tante casette allineate in stile liberty e persino una stazione del treno. Difficile immaginare che un posto tanto grazioso possa essere stato concepito come un villaggio industriale. Tuttavia è proprio l'aver saputo coniugare così bene l'anima operaia da un lato e il gusto elegante del liberty dall'altro, il punto di forza del Villaggio Leumann, un piccolo borgo edificato nell'Ottocento a Collegno. Villaggio Leumann è infatti a tutti gli effetti nato per ospitare i lavoratori del Cotonificio Leumann, ma non ha rinunciato in alcun modo al garbo e allo charme un po' civettuolo dell'architettura Art Nouveau. Quello che colpisce immediatamente il visitatore del Villaggio è l'illusione che il tempo si sia fermato. L'idea che qualcuno, a un certo punto, abbia urlato: «Fermi tutti!», fossilizzando per sempre le case dalle vetrate colorate, l'asilo nido e il piccolo spaccio alimentare. 

Il Cotonificio Leumann
La struttura, comprensiva di circa 70mila metri quadrati, ospitava in origine un migliaio di persone: formata da due comprensori residenziali, per un totale di circa 59 ville collocate intorno al "Fabbricone" centrale, il grande Cotonifico Leumann, inaugurato nel 1876. Gli edifici che formano il borgo sono tutti di gusto liberty e sono stati realizzati dall’Ingegner Pietro Fenoglio, considerato il massimo esponente torinese di questa corrente architettonica. Ogni abitazione è stata pensata per ospitare operai e impiegati dello stabilimento tessile di Leumann. Fu proprio l'imprenditore originario della provincia di Pavia, Carlo Giovanni Napoleone Leumann, che finanziò la costruzione del borgo per ospitare i tanti lavoratori di Collegno impiegati nella sua fabbrica. Si pensi solamente che, alla fine dell'Ottocento, Collegno contava circa 5300 abitanti e che un quinto di questi lavorava alla Leumann. Da qui la necessità di costruire un comprensorio residenziale che fosse non solo funzionale, ma anche finalizzato a incrementare il valore sociale e aggregativo della comunità del luogo.

Un borgo a misura d'uomo
Oltre alle abitazioni, il Villaggio è dotato di tutti i servizi necessari a una piccola comunità: la scuola elementare per i bambini, una palestra, un albergo, una stazione del treno. Inoltre, nonostante Leumann fosse di religione calvinista, volle dotare il piccolo borgo anche di una chiesa, dedicata alla memoria della defunta madre Elisabetta. Fu ancora una volta Fenoglio a occuparsi dei lavori, rendendo la chiesa del Villaggio Leumann una costruzione unica nel suo genere grazie alla commistione con lo stile liberty che lo rese famoso. Inoltre, all’interno dello stabilimento si contavano una mensa, un ambulatorio, un asilo nido, un ufficio postale e un circolo sportivo.

Villaggio Leumann oggi
Oggi il Villaggio Leumann, ex residenza operaia, è diventato un dei luoghi preferiti di pellegrinaggio per gli amanti del liberty. Un recente restauro ha ridato vita ad alcuni degli edifici più caratteristici del borgo, come la scuola e la piccola stazione. L'ingresso principale su corso Francia, dove si trova la cancellata, anch'essa recentemente restaurata, presenta due delle tipiche costruzioni in legno munite di torrette angolari, balconi e loggia. Alcune delle case sono ancora di proprietà degli ex dipendenti del cotonifico e, attualmente, circa un centinaio di persone abitano nel borgo e godono di quell'atmosfera di tempo sospeso che i turisti amano tanto.