13 agosto 2020
Aggiornato 13:30
Mercato del libero scambio

Dietrofront sul nuovo Suk, nonostante le promesse Barattolo non si sposta tra i quartieri

Il 31 maggio sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno di Barattolo in via Carcano dove solo ieri ha preso il via. Invece il destino pare essere diverso, nonostante le tante parole fatte nei mesi scorsi

TORINO - La notizia dell’ultima ora non è tanto la protesta che è andata in scena per la «prima» del nuovo Suk, quello che l’amministrazione della sindaca Chiara Appendino ha chiamato «Barattolo», ma è che il mercato del libero scambio non è più itinerante, cioè non dovrebbe spostarsi da via Carcano come invece inizialmente si era ipotizzato dando anche la data del 31 maggio. Eppure era stato proprio l’assessore Marco Giusta a dire che il Barattolo si sarebbe spostato di quartiere in quartiere, promettendo soldi (derivati dall'occupazione del suolo pubblico) alle Circoscrizioni che di volta in volta lo avrebbero ospitato. A «sbugiardarlo» è stato il suo collega con delega al Commercio, Alberto Sacco: «Per primi spostiamo circa 400 operatori che rappresentano la parte di via Monteverdi e tra qualche tempo sposteremo anche l’altra parte, è solo questione di tempo», ha detto intervistato al tg regionale, «queste sono soluzioni definitive: la scelta di via Carcano è stata a lungo ponderata dall’assessore Giusta che ha valutato moltissime altre aree. Quella è sembrata la più opportuna per tutta una serie di motivazioni».

Giusta: «Fase di sperimentazione»
La parole e la sicurezza di Sacco contrastano con ciò che ci aveva detto in un’intervista esclusiva l’assessore Giusta appena venti giorni fa quando, alla domanda di quali sarebbero state le prossime aree a ospitare il Barattolo, aveva risposto: «Siamo ancora in fase di sperimentazione dello stesso, a seconda dei risultati che otterremo vedremo anche le disponibilità delle varie circoscrizioni a identificare aree da riqualificare». Sì «riqualificare» perché per l’amministrazione pentastellata la progettualità del nuovo Suk «si inserisce in una più ampia riqualificazione dell'area, con un contrasto all'abusivismo edilizio e un recupero di risorse e materiali della città, il tutto in larga misura possibile grazie alle risorse che proprio Barattolo genera con l'occupazione del suolo pubblico». La pensa diversamente l’opposizione che invece continua a parlare di «mercato dell’illegalità».

La protesta del primo giorno
Sia nella giornata di sabato che nella mattinata di domenica residenti e politici si sono mobilitati per protestare contro il Barattolo in via Carcano intonando lo slogan «sindaca Appendino ci dia retta non roviniamo l’oasi Vanchiglietta». Non ci sono stati momenti di tensione, ma non sono mancati i battibecco, proseguiti poi sui social network. «La sindaca ha deciso questa collocazione senza nessun confronto con i residenti, le associazioni sportive e imprenditoriali del territorio», denuncia il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri, «oltre 400 persone hanno partecipato alla protesta». Gli risponde la consigliera di Fratelli d’Italia, Alessia Patrizi: «Sorrido alla risposta del Presidente. E’ meglio che prenda atto delle proprie azioni, anche quelle che sembrano il gioco delle 3 carte! Ci va coraggio ad affermare certe cose. Ricordo che il suo partito ha governato la città negli ultimi 25 anni, fino al giugno scorso».