5 luglio 2020
Aggiornato 21:00
Torino by Bike

«Torino by Bike»: riparare biciclette per combattere l’esclusione sociale

Il progetto del Gruppo Abele è rivolto ai ragazzi: organizzate anche gite in bici e lezioni di sicurezza stradale. Appuntamenti organizzati a Barriera Milano e Madonna di Campagna

TORINO - Una pedalata per combattere l’esclusione sociale. Si potrebbe sintetizzare così la filosofia del progetto «Torino by Bike», promosso dal Gruppo Abele e finanziato da Autostrade per l’Italia. L’iniziativa è rivolta principalmente ad adolescenti e giovani delle periferie torinesi, quelli a rischio di esclusione sociale per intenderci.

Le attività della ciclofficina e dove trovarla
L’idea è quella di coinvolgere i ragazzi grazie a una ciclofficina mobile: una vera e propria officina allestita su un furgone, capace di spostarsi nei luoghi di aggregazione frequentati dai giovani. Le attività possibili sono molteplici: gli adolescenti, supervisionati e accompagnati dagli educatori, imparano a svolgere interventi di manutenzione sulle biciclette e seguono lezioni sul tema della sicurezza stradale. Dove trovare la ciclofficina? Il lunedì e il mercoledì pomeriggio al campo da calcio di via Perosi, il martedì e il giovedì pomeriggio al giardino Don Gnocchi di via Sospello.

Educazione e «divertimento a due ruote»
Ma c’è di più: il progetto, partito già nel 2016, prevede anche delle gite all’aperto (ovviamente in bici), sui percorsi ciclabili della città e del circondario come Stupinigi o il Parco della Madria. Ai giovani vengono distribuiti anche accessori e dispositivi di sicurezza, come ad esempio i furetti di illuminazione. Imparare, educare e divertirsi: un buon modo per combattere l’esclusione sociale, pedalando su una bicicletta.