8 dicembre 2019
Aggiornato 11:00
Sciopero

Dopo Foodora, tocca a Deliveroo: «Vogliamo lavorare almeno 10 ore»

Dopo la protesta messa in atto dai fattorini di Foodora lo scorso novembre, si alzano ora le proteste dei lavoratori di Deliveroo, azienda concorrente operante a Torino

TORINO - La protesta si tinge di azzurro, il colore simbolo di Deliveroo, azienda leader nella consegna a domicilio con prenotazione tramite app che, solo di recente, si è insediata anche a Torino. Proprio come è accaduto alcuni mesi fa per la rosa Foodora, a prendere la parola sono i fattorini in bicicletta che lamentano la mancanza di flessibilità oraria del loro impiego. I lavoratori di Deliveroo hanno deciso di scioperare lunedì primo maggio, sospendendo in massa il servizio fino alle 20.00. 

La «Gig economy»
Cambia il colore ma non la sostanza, esattamente come accadeva per i riders di Foodora, a venire a galla in queste occasioni sono le molte criticità e i limiti della cosiddetta "gig economy", ovvero il mondo dei "lavoretti" per intenderci. Nella teoria infatti Deliveroo garantirebbe una grande flessibilità oraria ai suoi dipendenti, pardon, "collaboratori", perchè la gig economy riscrive dalle fondamenta il lessico che regola i rapporti tra datore di lavoro e lavoratori stessi, per cui questi ultimi non sono più dipendenti legati all'azienda padre ma personalità fluttuanti che gravitano attorno ad essa. 

Dieci ore a settimana 
La tanto agognata flessibilità oraria che permetterebbe ai fattorini di conciliare il lavoro in base alle loro disponibilità  pare non essere, nei fatti, così conveniente. Stando a quanto riferiscono i riders in sciopero, i turni di lavoro vengono assegnati di settimana in settimana in base alle loro diverse messe a disposizione e in un secondo momento, ricevono la conferma del turno di lavoro dall'azienda. Qui sta la falla: nel momento della conferma gli orari di lavoro dei singoli appaiono molto ridotti e questo, va da sé, ha ripercussioni non da poco sullo stipendio. In conclusione, i fattorini in bicicletta chiedono che venga loro garantita la flessibilità promessa in sede di assunzione e si provveda a turni settimanali minimi di 10 ore per ogni "collaboratore".