27 maggio 2020
Aggiornato 02:30
San Salvario

I residenti in San Salvario vogliono fare causa al Comune di Torino: «Adesso basta rumore»

Gli abitanti del cosiddetto "quadrilatero della movida" di Torino non ne possono più del rumore e accusano la Città di non fare abbastanza per tutelare il loro diritto al riposo. Al via una colletta per portare il Comune di Torino in tribunale 

TORINO - Sono in tanti e, da mesi e mesi ormai, vengono sistematicamente privati del loro diritto al riposo. Ma adesso basta, i residenti di San Salvario, sfiniti (vuoi per la mancanza di sonno, vuoi perchè si sentono inascoltati dalle istituzioni), hanno deciso di passare dalle parole ai fatti. Per fare ciò, un gruppo di persone che abita in Largo Saluzzo ha dato il via a una raccolta fondi finalizzata a portare il Comune di Torino in tribunale. Gli abitanti di San Salvario, (si badi bene: chi vive in zona, non il popolo della movida) intendono denunciare la Città per concorso nel disturbo della quiete pubblica, in quanto questa non sarebbe intervenuta per arginare una situazione insostenibile per i residenti.

I dati Arpa
Inutile dirlo, i torinesi di San Salvario sono infuriati e non poco. A sostegno dell'azione legale, il gruppo di «Cittadini della Movida», questo il nome scelto dai residenti vittime del fragore della Torino notturna, porta alla luce i dati dell'Arpa (Agenzia Regionale per la protezione Ambientale) circa l'inquinamento acustico dell'area. Pare che il 46% degli abitanti nel quadrilatero, circa 3750 persone, sia esposto a livelli d’inquinamento acustico notturno superiori alla soglia di 60 decibel, valore massimo consentito in zone residenziali. Ma non è tutto: in largo Saluzzo, cuore pulsante della polemica, si arriva ben oltre il limite consentito, per una media di baccano che si aggira intorno ai 70 decibel, con punte a dir poco insostenibili di 82.