16 novembre 2019
Aggiornato 00:30
Sanità

«Abbiamo il dovere di evitare le epidemie», Piemonte in prima linea sul fronte vaccini

La Regione Piemonte si dichiara favorevole al decreto emanato dalla Ministero della Salute in merito all'obbligatorietà dei vaccini. Antonio Saitta, assessore alla Sanità, rimarca l'importanza di rendere obbligatorie le vaccinazioni onde evitare il diffondersi di epidemie

TORINO - Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha annunciato un decreto che prevede l'obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso alla scuola dell'obbligo. Il Piemonte nel frattempo non sta con le mani e mano, anzi, è attualmente in discussione la proposta fatta dall'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, di consentire l'iscrizione ai nidi e alle materne solo ai bambini che siano stati vaccinati, secondo le tipologie previste dalla legge.

Prevenire le epidemie
Il tema dei vaccini è quanto mai cocente in Piemonte, data la forte diffusione del morbillo da inizio anno a oggi. Saitta, interrogato sul tema, si dichiara in linea con le politiche sostenute dal ministro Lorenzin, in quanto testimoniano il dovere da parte delle istituzioni di evitare il diffondersi di epidemie. In Piemonte dunque si intende seguire le orme dell'Emilia Romagna, dove esiste per legge il vincolo alle quattro vaccinazioni «obbligatorie»  (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B) per i bambini iscritti al nido. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il comune di Trieste, del Friuli Venezia Giulia e della Toscana per le materne.

L'obbligo delle vaccinazioni
L'obbligo di vaccinarsi per poter essere iscritti a scuola è stato abolito in Italia nel 1999, e ora viene lanciato l'allarme sul calo delle vaccinazioni sotto la soglia minima del 95%, dead line indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità per evitare rischi di epidemia. Molte Regioni d'Italia si sono già schierate a favore dell'obbligatorietà dei vaccini e perciò il provvedimento potrà contribuire a dare omogeneità al territorio nazionale. 

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