20 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
All'Itc Arduino di Torino

Doppio lavoro per il professore di religione, ora rischia di dover pagare un milione di euro

Professore di giorno e amministratore di condomini di sera, un insegnante dell’Itc Arduino è finito sotto la lente di ingrandimento della guardia di finanza
La guardia di finanza indaga sul professore
La guardia di finanza indaga sul professore ANSA

TORINO - Un professore di religione dell’Itc Arduino è finito sotto la lente d’ingrandimento della guardia di finanza per la sua doppia professione. Se di giorno si recava regolarmente a scuola, di sera le riunioni condominiali per lui erano una cosa normale. L’insegnante infatti per arrotondare si era dato all’amministrazione di condomini: dal 1999, anno in cui aveva iniziato (con già alle spalle 15 anni di insegnamento), era riuscito a farsi dare la fiducia di oltre cento stabili, molti dei quali gli hanno rinnovato il mandato più volte. Il problema però sarebbe sorto a partire dal 2008 quando, stando a quanto è emerso, non avrebbe presentato le autorizzazioni necessarie per il doppio lavoro e non avrebbe avuto, perché non richiesta, la firma del dirigente scolastico.

Multe al professore e ai condomini
Se le indagini dovessero dare esito sfavorevole al professore la beffa sarebbe doppia. In primis lo stesso insegnante si troverebbe a pagare il doppio di quanto percepito negli anni contestati. Ma non solo: a pagare sarebbero anche i condomini da lui amministrati, come in uno di corso Svizzera a cui è stata recapitata una sanzione da oltre 18mila euro da suddividere in 14 nuclei familiari. Un’enormità che però qualcuno potrebbe anche decidere di pagare per sfruttare la riduzione a un terzo entro i 60 giorni. Quanto al professore il rischio è che si trovi indebitato per la cifra di un milione di euro.

«Tutti sapevano del mio doppio lavoro»
Sembra proprio che il professore non nascondesse a nessuno la sua doppia professione, né a scuola né altrove. Anzi, la scoperta della guardia di finanza è arrivata successivamente alla sua dichiarazione dei redditi in cui non aveva celato l’amministrazione dei condomini. In questo caso il problema, secondo il professore, è dato dalla burocrazia. Lui avrebbe fatto tutto in buona fede e ora spera che si tenga conto di questo. Intanto è stato confortato dal fatto che molti condomini lo hanno confermato nonostante questa brutta situazione.