27 maggio 2020
Aggiornato 02:30
Storie di Torino

Le «R» dipinte sui palazzi di Torino e il ricordo delle bombe

I dettagli di questa città ci riportano indietro nel tempo fino alla seconda guerra mondiale, quando le sirene suonavano e la gente era costretta a nascondersi nei rifugi anti attacco aereo

TORINO - Sono dettagli insignificanti, tanto piccoli che spesso li si vede decine di volte senza mai guardarli veramente. Eppure loro sono lì, a ricordare una storia, a simboleggiare un passato dimenticato, sono lì, non importa quanto tempo passi o quante volte si cerchi di dimenticare, restano li, in attesa di raccontarci la loro storia. E' proprio quello che è successo passeggiando per via Cibrario dove, tra le bellissime case liberty, al civico 61 una «R» ha catturato la nostra attenzione. Cos'è? Perchè si trova lì, appena sotto il citofono e, soprattutto, cosa simboleggia? Scopriamolo insieme. 

I rifugi antiaerei
Il palazzo al civico 61 non è certo l'unico a Torino a riportare una «R» all'ingresso. Quelle lettere, alle volte nitide ma molto spesso ormai scolorite, riportano indietro nel tempo a una Torino dove le sirene suonavano e le bombe cadevano. Durante la seconda guerra mondiale infatti la gente era solita correre a nascondersi nei rifugi anti attacco aereo al suono della sirena che dava l'allarme. Come si faceva però a sapere dove fosse il rifugio più vicino? Semplice, proprio grazie a questa segnaletica rudimentale. Molti palazzi oggi sono oggetto di restauro ma, sempre più spesso, si decide di conservare inalterati questi segni storici: traccia tangibile di un passato in cui la sirena poteva suonare a qualsiasi ora del giorno e della notte e trovare rifugio dentro uno dei caseggiati con la «R» all'ingresso poteva significare avere salva la vita.