5 luglio 2020
Aggiornato 21:00
Ex Moi

Ex Moi: il censimento è un flop, sgombero rimandato? Il Comune trova le case per 150 profughi

Comune e Diocesi trovano gli alloggi, ma per sistemarli serviranno migliaia di euro e i tempi di liberazione delle palazzine si allungano inevitabilmente. Fallito il censimento volontario: registrato solo un migrante su dieci. Per convincerli a presentarsi, si pensa di offrire loro un lavoro
Le palazzine ex Moi
Le palazzine ex Moi ANSA

TORINO - Lentamente, qualcosa si muove. Inizia a delinearsi il futuro dell’ex Moi: le prima palazzina avrebbe dovuto essere sgomberata entro la primavera, ma difficilmente sarà così. Rispetto al cronoprogramma infatti, le operazioni sono nettamente in ritardo a causa di alcuni imprevisti. Uno su tutti? Il censimento volontario: degli oltre 1000 migranti presenti, solamente 110 sono si sono presentati alle autorità per farsi censire. Uno su dieci. Davvero pochi. Come convincerli a presentarsi? L’idea sembra essere quella di offrire loro un lavoro o un corso di italiano. Sono 45 i posti riservati a quest’iniziativa.

Case per 150 persone, ma gli appartamenti non sono pronti
Quel che è certo è che le autorità sono riuscite a trovare gli alloggi da mettere a disposizione dei profughi che si trasferiranno, circa 150 i posti letto tra case di proprietà del Comune (1/3) e della Diocesi (2/3). Le case ci sono, ma non sono del tutto pronte e per metterle a posto bisognerà eseguire diversi lavori di ristrutturazione, per una cifra vicina ai 400.000 euro. Una volta messi a posto gli appartamenti, le prime persone si trasferiranno dando ufficialmente il via alla liberazione delle palazzine. Uno sgombero molto graduale, che rischia di durare ovviamente molto più del previsto. 

Prima lo sgombero delle cantine, ma i tempi si allungano
Le prime zone ad essere liberate saranno le cantine, dove vivono 41 profughi (36 uomini e 5 donne). Sono stati loro i primi a presentarsi al censimento, probabilmente a causa delle pessime condizioni di vita all’interno degli scantinati. Capitolo costi: la cifra per rendere possibile la liberazione delle palazzine è di gran lunga superiore ai 2 milioni di euro tra il finanziamento della Compagnia di San Paolo (1 milione e 750mila euro) e i 500.000 euro messi a disposizione dal Ministero delll’Interno. I tempi però si allungano e per vedere la prima palazzina liberata a fine primavera, come dichiarato da Chiara Appendino, ci vorrebbe un vero e proprio miracolo.